Abruzzo, bonus di 500 euro per i lavoratori delle mense e assistenti scolastici

Abruzzo, bonus di 500 euro per i lavoratori delle mense e assistenti scolastici

La V Commissione (Lavoro e Formazione, Salute, Sicurezza Sociale, Cultura) ha approvato all’unanimità la risoluzione presentata dal consigliere e vice capogruppo regionale del Pd, Dino Pepe, che aveva per oggetto “Disposizioni urgenti a favore delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti dei servizi mensa, di pulizia e assistenza scolastica per i disabili nelle scuole della Regione Abruzzo”. “Sono molto soddisfatto per questo voto unanime della V Commissione e del sostegno dimostrato dai colleghi consiglieri, che ringrazio, verso questa battaglia messa in campo in favore degli oltre duemila lavoratori abruzzesi che, da quasi cinque mesi, complice l’emergenza Covid 19, hanno perso il loro lavoro e non possono beneficiare di nessun ammortizzatore sociale”, dichiara l’ex assessore regionale. “Ora la palla passa al Governatore Marsilio ed alla Giunta che si dovranno impegnare, con la massima tempestività, come chiesto a gran voce in Commissione, per prevedere uno specifico intervento della Regione Abruzzo che consenta di riconoscere, in questa fase, un sussidio “una tantum” non inferiore a 500 euro per i tre mesi di sospensione estiva ai lavoratori e alle lavoratrici delle mense, delle pulizie scolastiche e dei servizi di assistenza scolastica per i disabili sospesi dal rapporto di lavoro e privi di qualsivoglia strumento di sostegno al reddito messo a disposizione dalla normativa vigente”.

Soddisfatti anche i sindacati: ” Siamo contenti dell’ottimo risultato raggiunto e del fatto che l’assemblea e le iniziative che abbiamo organizzato in queste settimane abbiamo portato ad un risultato concreto. Le lavoratrici ed i lavoratori degli appalti delle mense, delle pulizie e dei servizi di assistenza ai disabili delle scuole sono tra i più penalizzati dalla crisi economica dovuta alla pandemia del Coronavirus. Da sempre lavorano con orari di lavoro part time e stipendi da fame, da sempre lavorano solo per 9 mesi all’anno e non percepiscono alcun sussidio o forma di reddito per i mesi estivi, svolgono con grande professionalità servizi che sono essenziali per lo svolgimento delle attività didattiche e per garantire la presenza e la partecipazione di tutti gli alunni alle lezioni; dal 5 marzo, con la sospensione delle attività didattiche, sono senza lavoro hanno dovuto sopravvivere fino a giugno con cassa integrazione e assegno ordinario, con importi insufficienti a garantire la loro sopravvivenza dignitosa e pagati con estremo ritardo; nei mesi di luglio, agosto e settembre non hanno alcuna fonte di reddito e il governo nazionale li ha esclusi da qualsiasi forma di sussidio vivono con la gravissima incertezza della riapertura delle scuole, visto che se non ripartiranno i servizi appaltati rischiano seriamente di rimanere senza lavoro per sempre. Si tratta di un importante passo avanti per questa vertenza che crediamo possa arrivare dare respiro ad un settore troppo colpito dalla pandemia”.

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