Abruzzo, didattica a distanza per superiori e università: ecco l’ordinanza

Abruzzo, didattica a distanza per superiori e università: ecco l’ordinanza

Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha firmato l’ordinanza numero 92 che prevede la didattica a distanza per le scuole superiori e l’università. Misure più stringenti rispetto al Dpcm firmato ieri dal premier Giuseppe Conte: non basta il 75% di Dad, ma in Abruzzo gli studenti seguiranno da casa tutte le lezioni. Questo ordina Marsilio, a partire da mercoledì 28 ottobre fino al 24 novembre: il Governatore ha sospeso le attività scolastiche secondarie di secondo grado in presenza, rimettendo in capo alle dirigenze la rimodulazione delle stesse, con ricorso alla didattica digitale a distanza. Con delle eccezioni: la didattica in presenza continuerà ad essere effettuata a vantaggio degli alunni a vario titolo portatori di disabilità, o dove se ne riconosca la necessità. Lo stesso vale per le università: lezioni e attività di formazione dovranno avvenire a distanza, rimettendo al Comitato Universitario Regionale i relativi piani di organizzazione. Sono esclusi dalla formazione a distanza i tirocini formativi abilitanti.

Commentando l’ordinanza, Marsilio ha spiegato che la misura si è resa necessaria “per ridurre le situazioni di assembramento e di conseguente, potenziale, contagio”. Salvi, invece, i centri commerciali che restano aperti nei fine settimana: “Non ho aggiunto la seconda misura suggerita (dal Comitato tecnico scientifico regionale e dal CREA, ndr) che chiedeva la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi (escluso alimentari e servizi essenziali), perché questa misura era stata pensata prima che il Governo Conte emanasse l’ultimo DPCM. Con il DPCM, infatti, Conte ha praticamente chiuso un numero importante e significativo di attività, con un regime orario che produce un coprifuoco di fatto, seppur non dichiarato”. Marsilio critica il Governo per non aver tenuto conto delle richieste delle Regioni: consentire l’attività di ristorazione fino alle ore 22 e forti perplessità sui criteri che portavano alla chiusura di palestre, cinema, teatri, piscine. “Avendo quindi chiuso moltissime attività – dichiara Marsilio – non ho ritenuto necessario chiedere al mondo produttivo e del commercio un ulteriore sacrificio. Avrei preferito, seguendo il consiglio dei nostri tecnici e scienziati, di gran lunga sacrificare un giorno di apertura alla settimana per i negozi dei centri commerciali, che vedere ridotti alla disperazione e alla paura di non farcela migliaia di attività legate al tempo libero, alla cultura, alla gastronomia, allo sport (con tutte le filiere che ne derivano)”. Marsilio si augura che “domani stesso il Consiglio dei Ministri approvi un pacchetto di misure economiche efficaci e rapide, per rimborsare e indennizzare tutti quanti sono stati colpiti dalle restrizioni e vedono compromesso il loro futuro”.

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