VIDEO | Abruzzo zona arancione, Marsilio: “Risibile tono intimidatorio del Governo”

VIDEO | Abruzzo zona arancione, Marsilio: “Risibile tono intimidatorio del Governo”

“Ho ricevuto intorno a ora di pranzo la lettera di diffida firmata dai ministri Boccia e Speranza: io non voglio drammatizzare il conflitto con il Governo ma francamente considero eccessivo se non risibile il tono intimidatorio e la minaccia di responsabilità penale rispetto ai contagi che deriverebbero da questo evento”. Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervenendo in merito alla diffida spedita dal Governo dopo l’ordinanza regionale di ieri che ripristina la zona arancione in Abruzzo. “I nostri legali stanno valutando il tono e i contenuti della diffida – ha proseguito Marsilio nel corso della sua conferenza stampa via Facebook – Io non condivido questa posizione del ministro. Non condivido neanche questa lettura della norma e soprattutto ho il dovere di far prevalere le ragioni dell’Abruzzo. Sin dal 2 dicembre ho scritto al ministro Speranza chiedendogli in sostanza l’opportunità di utilizzare una facoltà di deroga che gli concede la legge. Ci siamo ritrovati – ha aggiunto Marsilio – con la cabina di regia che riconosce nella sua relazione in maniera positiva il fatto che l’Abruzzo abbia adottato misure anticipate, con risultati importanti, ma il ministro non ne ha preso assolutamente atto. Solo oggi, con questa diffida, e ieri, tramite agenzie di stampa, ci dicono che possiamo uscire il 9 e diventare arancione. Ora che faccio un’ordinanza con passaggio graduale alla zona arancione, si scatena la diffida e c’è la disponibilità del Governo”.

Marsilio ha spiegato che se avesse atteso “che la cabina di regia si fosse riunita venerdì 20 novembre, poi il sabato l’ordinanza, che va in vigore dal lunedì, noi saremmo entrati in zona rossa otto giorni dopo che il Gruppo Tecnico Scientifico ci aveva lanciato l’allarme. Abbiamo guadagnato molti giorni, nei quali avremmo accumulato centinaia e centinaia di casi in più, che sarebbero stati molto più lunghi da smaltire dopo. Adottando la nostra ordinanza il 16 con decorrenza 18, già nel report della settimana successiva, cioè dal 27, eravamo arancioni. Significa che quei giorni in cui ci siamo fermati per tempo hanno avuto un effetto importante”, puntualizza il presidente della Regione. “Per questo dico al Governo, serenamente, senza polemica, di rivalutare questa situazione: non c’è bisogno di aspettare tutti i 21 giorni che qualcuno ha deciso che servono assolutamente, creando fibrillazioni e tensioni inopportune”.

Riguardo alla necessità di anticipare l’ingresso in zona arancione di appena due giorni rispetto a quanto preventivato dal Governo, Marsilio ha detto: “Sono due giorni decisivi per la vita economica del paese. Se fossero stati due giorni qualsiasi non staremmo neanche a discuterne. Sono cinque o sei giorni che discuto con il ministro anche in vista di questa scadenza”. Il presidente della Regione, inoltre, punta il dito sull’emergenza economica riferendosi al periodo di Natale e allo shopping: “Abbiamo dimostrato capacità autonoma di assunzione di responsabilità. Se avessi voluto fare propaganda mi mettevo a fare i comizi in piazza, come fatto da compagni di partito o di governo dei ministri Speranza e Boccia. Potevo fare finta di niente, aspettare il report, farmi schiaffare in zona rossa e protestare, come hanno fatto colleghi di sinistra, per prendersela col Governo ladro. Invece – ha concluso Marsilio – ho subito inserito l’Abruzzo in zona rossa e questa accusa di non aver saputo fare i conti è tra lo schizofrenico e il paranoico”.

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