Amp Torre del Cerrano: respinto dal Tar l’ultimo ricorso dei vongolari

Amp Torre del Cerrano: respinto dal Tar l’ultimo ricorso dei vongolari

Il 2019 dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano si chiude con l’ennesima vittoria al Tar che mette la parola fine ai ricorsi contro l’istituzione dell’Amp da parte del Co.Ge.Vo. Abruzzo, il consorzio che riunisce tutte le imbarcazioni vongolare turbo-soffianti del comparto teramano-pescarese. Il Tribunale amministrativo del Lazio, con la sentenza del 20 dicembre, ha definitivamente respinto ogni contestazione, condannando i vongolari anche al pagamento delle spese processuali in favore dell’Area Marina Protetta e del Ministero dell’Ambiente. Il TAR si è sempre pronunciato a favore dell’AMP. L’ultima sentenza emessa è la quarta dall’istituzione dell’Area marina protetta, dopo quelle dell’8 luglio 2010, del 3 settembre 2014 e del 15 settembre 2017.

Di fatto, spiega una nota della direzione dell’area marina del Cerrano, “una volontà di collaborazione da parte dell’AMP c’è sempre stata, con proposte di valorizzazione del loro operato attraverso una riduzione dello sforzo di pesca nelle aree contigue, a patto che le vongolare non entrassero in AMP, ma tale condizione non è mai stata accettata dal CoGeVo”. Diversamente da quanto accaduto con gli operatori della piccola pesca artigianale di Pineto e Silvi, che operano sia dentro che fuori l’area marina protetta. Lo scorso 12 dicembre, infatti, con la costituzione della “Comunità del Cerrano – piccola pesca”, candidata al riconoscimento di Slow Food, si è definitivamente attuata la migliore formula di promozione e valorizzazione dei prodotti del mare in AMP, pescato con tecniche sostenibili e compatibili, in una filiera corta da attuare con i piccoli operatori della ristorazione locale, che hanno aderito anch’essi alla Comunità.

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