VIDEO | Atri: il Consiglio comunale approva riconversione del San Liberatore

VIDEO | Atri: il Consiglio comunale approva riconversione del San Liberatore

E’ stata approvata all’unanimità, nel consiglio comunale di Atri che si è svolto ieri, lunedì 4 maggio, a palazzo Duchi d’Acquaviva, la risoluzione per la proposta di riconversione dell’ospedale San Liberatore, il Covid hospital della provincia di Teramo, in due parti: una per garantire la gestione dell’emergenza sanitaria nella massima sicurezza per gli operatori e gli utenti, l’altra per la riattivazione graduale delle unità operative del presidio. Hanno votato a favore sia la maggioranza, che Pd e M5S. Il documento è stato predisposto dai capigruppo e firmato da tutti i consiglieri, a esclusione di Paolo Basilico. Per dare esecuzione alle misure di contenimento del contagio da Covid-19, la seduta si è svolta a porte chiuse con la sola presenza dei consiglieri comunali, del segretario comunale e dell’incaricato della ripresa video. L’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, invitata a partecipare, ha delegato il consigliere Emiliano Di Matteo, il quale – come ha ribadito il sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti – è stato al fianco dell’amministrazione comunale e della direzione del presidio in tutto il periodo più difficile della pandemia.

La risoluzione prevede la realizzazione di una separazione del percorso assistenziale dei pazienti con sintomi respiratori rispetto a quello di pazienti senza tali sintomi. A fronte del basso afflusso di pazienti con patologie respiratorie, le due funzioni potrebbero essere riorganizzate: nello specifico il cosiddetto vecchio ospedale sarebbe dedicato all’assistenza dei pazienti confermati o sospetti Covid-19; mentre nel nuovo padiglione sarebbero riorganizzati tutti i reparti che esistevano prima del Covid. Il piano di riorganizzazione consentirà un’effettiva separazione funzionale e fisica dei percorsi assistenziali riferiti a tutti i casi Covid-19 per tutte le esigenze diagnostiche e assistenziali, rimodulando l’offerta di posti letto e la loro afferenza e attribuzione di responsabilità, soprattutto in base alle nuove esigenze e organizzazioni sanitarie territoriali. Il piano, una volta messo in campo, disporrebbe un insieme di riaggregazioni e accorpamenti di sezioni di degenza, per contenere e limitare la presenza del personale in servizio e connotare, comunque, la parte dell’ospedale “Covid free” attraverso processi di aggregazione di strutture e attività operative per intensità di cure, il tutto nella duplice prospettiva di poter ridistribuire al bisogno risorse di personale verso attività assistenziali di prima linea nel contrasto all’infezione da Sars-Cov2 e di contenere allo strettamente necessario gli spostamenti delle persone quando non dedicate a servizi assistenziali o a prestazioni indifferibili.

Nella fase di transizione saranno garantite tutte le attività ambulatoriali previste dalle disposizioni vigenti e saranno aumentate progressivamente con il diminuire dell’emergenza Covid-19. La risoluzione prevede, inoltre, che il contributo a fronteggiare l’emergenza Covid-19 assicurato dall’ospedale San Liberatore e dai suoi operatori sanitari, venga riconosciuto da tutte le forze politiche dalla sanità regionale e dalla Asl di Teramo, attraverso il ripristino dei reparti e servizi già esistenti avallandone il potenziamento e l’efficientamento in termini di uomini e mezzi, e che lo stanziamento dei finanziamenti statali per la sanità pubblica veda come destinatario anche l’ospedale di Atri.

“Il progetto per la riconversione del San Liberatore c’è – ha detto il consigliere Di Matteo nel corso del consiglio comunale – è molto dettagliato e potremmo avviarla in proporzione alle minori necessità legate al Covid-19. E’ questa la strada da seguire per garantire il ritorno a ciò che l’ospedale era prima dell’emergenza e con ulteriori potenziamenti che potremmo fare. Saremo impegnati in prima linea per difendere questo nosocomio, facciamo tesoro di questa esperienza e ricorderemo a tutti che se non avessimo avuto gli ospedali periferici questa emergenza sarebbe stata ingestibile e saremmo andati al collasso”.

“Visto il grande interessamento del consigliere Emiliano Di Matteo e la vicinanza del presidente Marco Marsilio e dell’assessore Nicoletta Verì, oltre che del direttore generale facente funzioni della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia – ha dichiarato il sindaco Ferretti – non ho motivo di dubitare sull’attuazione delle proposte avanzate da questo consiglio. Inoltre ringrazio Marino Iommarini, direttore sanitario del presidio di Atri, la dottoressa Maria Mattucci, i dottori Gaetano Pallini e Rossano Di Quirico e il personale sanitario del San Liberatore per il prezioso e infaticabile lavoro svolto in termini di cura dei malati e di pianificazione per la conversione a Covid-19 del nosocomio e per la sua riconversione. Il nostro ospedale è prezioso per noi, per la costa e per l’entroterra – ha aggiunto Ferretti – Siamo stati felici di fare la nostra parte in questa emergenza e i nostri sforzi non potranno essere dimenticati. Desidero ringraziare inoltre, il consigliere Di Matteo della cui vicinanza sono stato testimone in ripetute occasioni – ha concluso il sindaco – Una collaborazione iniziata con le problematiche sulla discarica e proseguita in questo periodo difficile durante il quale si è prodigato molto per il nostro ospedale diventando per noi un punto di riferimento nella gestione delle problematiche connesse al presidio ospedaliero e non solo”.

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