Attacco a D’Alberto, Pilotti (Pd): “Il centrodestra farebbe meglio a tacere”

Attacco a D’Alberto, Pilotti (Pd): “Il centrodestra farebbe meglio a tacere”

Il doppio attacco, in rapida successione, del sottosegretario alla presidenza della Regione, Umberto D’Annuntiis, e del coordinamento dei gruppi consiliari di centrodestra al Comune di Teramo, nei confronti del sindaco Gianguido D’Alberto, provoca la reazione a difesa del primo cittadino del capogruppo consiliare del Pd, Luca Pilotti. Secondo l’esponente democratico D’Annuntiis e Alberto Covelli (coordinatore del centrodestra teramano) “sono infastiditi dal fatto che il sindaco di Teramo parli, che ponga giuste recriminazioni e sollevi problematicità e criticità che rientrano, tutte, tra le sue prerogative di primo cittadino e di presidente dell’Anci Abruzzo”. D’Alberto era apparso molto critico nei confronti delle ordinanze del presidente della Regione Marsilio che avevano anticipato alcune misure di allentamento dei divieti imposti per contenere la diffusione del coronavirus, generando tra le altre cose l’affollamento di cittadini pescaresi sulla riviera lo scorso primo maggio.

“D’Annuntiis e Covelli – spiega Pilotti – sparlano e gettano fango perché vogliono una cosa soltanto: che il sindaco di Teramo stia zitto. Probabilmente però se c’è qualcuno che farebbe meglio a rimanere in silenzio, sono proprio i rappresentanti abruzzesi del centrodestra, il cui operato e i cui unici intenti sono sotto gli occhi di tutti, come nel caso del mancato pagamento della Cassa integrazione guadagni agli aventi diritto, ad esempio: omettere cinicamente l’adozione dei provvedimenti di competenza regionale, con l’intento di far ricadere sul Governo nazionale quelle che invece sono loro responsabilità, giocando sulla pelle delle persone, incuranti delle loro sofferenze, per utilizzare strumentalmente e politicamente il malcontento da essi stessi scientemente generato. Ecco – conclude Pilotti – a volte si offrirebbe una migliore impressione di sé smaltendo i fastidi. Questa volta sì, in silenzio”.

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