Bar del “Mazzini”, il gestore a Di Giosia: “Nessuna intimidazione”

ospedale teramo

Bar del “Mazzini”, il gestore a Di Giosia: “Nessuna intimidazione”

Si arricchisce di un nuovo capitolo (di certo non l’ultimo) la diatriba tra la Asl di Teramo e il gestore uscente del bar dell’ospedale Mazzini. All’annuncio dell’azienda sanitaria di chiusura dell’esercizio per il primo gennaio, a contratto scaduto con la ditta Basilisco srl, per permettere il subentro della Pap, seconda classificata nella gara per la nuova gestione e vincitrice nel doppio giudizio promosso al Tar e al Consiglio di Stato, non è seguita la riconsegna delle chiavi. Il bar è tuttora aperto, nonostante la proroga scaduta e il termine dell’8 gennaio fissato dalla Asl perché i locali vengano messi a disposizione della Pap.

Una nota dell’amministratore unico della Basilisco srl, Antonio Alati, replica alle affermazioni rilasciate dal direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia a Super J nella giornata di martedì 31 dicembre. “Rimaniamo esterrefatti al cospetto delle esternazione del Direttore Generale – scrive Alati – che si pongono al di fuori del quadro normativo generale, oltre che dal buon senso, per quanto concerne l’ancora eventuale passaggio delle consegne, piuttosto che il rinnovo delle procedura di gara”. Nell’esposto in Procura depositato dalla Asl sull’intera vicenda, Di Giosia ha integrato anche la notizia di lettere intimidatorie ricevute dall’attuale gestore. Circostanza smentita dalla Basilisco: “Circa le gravissime accuse in merito a presunte nostre lettere “intimidatorie”, che ovviamente non esistono – prosegue la nota – non possiamo esimerci dal tutelare il buon nome e la reputazione della Società nelle opportune sedi”. Di Giosia, inoltre, indica tra le ragioni dell’interruzione della gestione anche il mancato versamento dei canoni di affitto per 11 mensilità, pari a circa 330.000 euro. Anche su questo punto, Alati chiarisce: “Quanto ai canoni, piuttosto che andare in video, il Direttore Generale farebbe bene a leggere le numerose comunicazioni-pec con cui anche di recente abbiamo chiesto un incontro, tutte rimaste senza risposte. Ben conosce la Asl le ragioni per le quali il canone ė stato posto in semplice sospensione”. L’intricata controversia avrà ulteriori sviluppi, a partire da un nuovo ricorso che la Basilisco sta per presentare al Tar per chiedere un giudizio di ottemperanza che metta la parola fine sulla gara per la gestione quadriennale del bar del “Mazzini”.

Il servizio

AGGIORNAMENTO

Nella giornata di giovedì 2 gennaio la Basilisco Srl ha inviato una nuova nota alla stampa che pubblichiamo integralmente:

“Riguardo le notizie apparse sugli organi di stampa, sarebbe stato e sarebbe ancora sufficiente ed opportuno che la AUSL, nella persona del Suo D.G., piuttosto che andare in TV o in Procura, avesse deciso e decidesse, come sempre avviene nella normalità, per un sereno confronto con la ditta uscente sulle corrette modalità di attesa, previste per legge, oltre che, anticipatamente e nell’eventualità, su quelle relative al passaggio delle consegne, che pretendono la continuità gestionale, anche e soprattutto per la tutela dei lavoratori, pena la disapplicazione della clausola di salvaguardia, sventolata dal Direttore Generale senza esatta cognizione di causa. 

Probabile che le ragioni di palmare “nervosismo” ed il polverone strumentalmente sollevato del vertice AUSL dipendono da altre circostanze, risultando diversamente inspiegabili. 

Precisiamo che le sentenze del Giudice Amministrativo non statuiscono esplicitamente l’aggiudicazione al secondo classificato, inficiando piuttosto l’aggiudicazione in favore della scrivente Società per un evidente errore nella impostazione degli atti di gara ad opera della Ausl concedente. Ma sulla corretta interpretazione dovrà essere lo stesso Giudice Amministrativo a pronunciarsi, essendoci un tempo per legge – ancora ampiamente aperto e che la stessa Azienda Sanitaria conosce bene per averlo scritto – entro cui la legge vieta categoricamente alla Pubblica Amministrazione di stipulare il contratto con il nuovo gestore e quindi procedere al passaggio delle consegne, proprio in ragione delle eventuali impugnative, da risolversi almeno in sede cautelare. 

Quindi, nessuna “occupazione abusiva” dei locali AUSL. Probabile che il Direttore Generale, nella foga, sia caduto in confusione con altre situazioni, note a tutti e stranamente tollerate da tempo immemore, che non riguardano di certo la Società Basilisco. Il nostro rimane solo un doveroso contegno, teso ad evitare che la condotta poco ortodossa della Concedente giunga alle estreme conseguenze, di pregiudizio per tutti, non in ultimo per gli stessi interessi pubblici. 

Quanto ai canoni, note alla ASL le ragioni di sospensione cautelativa, per le quali abbiamo richiesto da tempo, ma anche qui invano, di essere convocati per provvedere l’esatto dovuto, in contraddittorio.

Nonostante le pesanti e non veritiere accuse di “intimidazione”, che respingiamo fermamente al mittente, restiamo ad ogni modo a disposizione, come sempre, per una convocazione di chiarimento  su tutto, assistiti dai rispettivi Legali, anche in diretta streaming, ove questa fosse oramai rimasta l’unica metodologia reputata consona dal Direttore Generale pro tempore.”

La non-replica della Asl

“L’Azienda USL di Teramo, nel pieno convincimento della fondatezza delle proprie ragioni ed avendo interessato sulla vicenda Bar Ospedale l’Autorità Giudiziaria, attende fiduciosa le determinazioni della stessa non ritenendo di fornire, da ora in avanti, replica alcuna ai comunicati stampa della Ditta Basilisco srl”. Questo quanto comunicato in una breve nota dalla Asl di Teramo.

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