Betafence, al tavolo ministeriale l’azienda conferma 130 licenziamenti

Betafence, al tavolo ministeriale l’azienda conferma 130 licenziamenti

Si è svolto ieri pomeriggio il primo incontro in videoconferenza al tavolo convocato dal Ministero dello sviluppo economico tra le organizzazioni sindacali e il gruppo Betafence. L’azienda ha esplicitato la volontà di chiudere le attività produttive dello stabilimento di Tortoreto, mantenendo esclusivamente in piedi le attività di logistica e dell’amministrazione commerciale. In tal modo si chiariscono anche i numeri, nudi e crudi, dei posti di lavoro a rischio: sarebbero 130, mentre rimarrebbero impiegate 25 persone tra magazzino e commerciale. Le organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil e le istituzioni (hanno partecipato le sottosegretarie Alessandra Todde per il Mise e Francesca Puglisi per il Ministero del lavoro) hanno identificato come priorità il mantenimento della completa attività aziendale a partire da quella produttiva della Betafence Italia e della sua intera filiera, garantendo la continuità industriale e occupazionale.

L’azienda ha precisato nell’incontro, senza fornire alcun dato specifico, la volontà della chiusura delle linee produttive adducendo motivazioni giudicate “infondate” dai sindacati circa la scarsa redditività degli impianti. “In questi anni i lavoratori dello stabilimento di Tortoreto hanno sempre raggiunto gli obiettivi aziendali, addirittura superando il 100% – ricordano le sigle sindacali – Il raggiungimento dei target di produzione ha garantito una corresponsione di quote economiche sostenibili all’interno degli accordi aziendali. Pertanto sono necessari dati chiari e specifici per una reale trattativa, mentre appare  evidente che la scelta aziendale risponderebbe a logiche esclusivamente finanziarie senza riferimenti specifici dal punto di vista industriale”. Dopo una lunga discussione, che ha visto le posizioni distanti tra le parti, attraverso la mediazione e la sollecitazione della sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, l’azienda ha preso l’impegno di fornire nel prossimo incontro, che sarà convocato a breve, tutti i dati che possano consentire un confronto nel merito volto a trovare una soluzione che garantisca la continuità produttiva e occupazionale. Al termine del successivo incontro, Fim, Fiom e Uilm, in base al confronto e alle risposte da parte dell’azienda, valuteranno le iniziative da mettere in campo a difesa dello stabilimento Betafence Italia.

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