VIDEO | Bilancio Ruzzo, la nota dell’Ersi: “Evidente situazione di criticità”

VIDEO | Bilancio Ruzzo, la nota dell’Ersi: “Evidente situazione di criticità”

Un bilancio “veritiero” che mostra tutti gli indicatori di un risanamento in corso, avviato negli ultimi due anni dall’attuale governance del Ruzzo. La presidente della società, Alessia Cognitti, questo dichiarava ieri illustrando in conferenza stampa il consuntivo del 2019 che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci. Una fotografia che, però, rischia di essere offuscata dall’Ersi, l’Ente regionale servizio idrico che ha il compito di vigilare sulla gestione degli acquedotti abruzzesi. In una nota inviata proprio ieri ai sindaci soci del Ruzzo, alla quale viene allegato il parere del commercialista e revisore contabile Valerio Dell’Olio, vengono fuori tutte le criticità che alcuni (in testa il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto) da tempo denunciano.

L’Ersi sottolinea che, a fronte di ricavi passati da € 47.183.123 nel 2018 a € 56.787.660 nel 2019, sono aumentati sia crediti (da € 62.085.364 nel 2018 a € 81.881.447 nel 2019) che debiti (da € 97.759.032 nel 2018, anche se in bilancio si legge € 93.892.000, a € 114.012.202 nel 2019). Al riguardo, rileva l’Ersi, lo stesso Cda, nella relazione sulla gestione parla di “situazione di tensione finanziaria in cui versa la società”. Aumentano anche i debiti verso i fornitori, di circa 6 milioni di euro, a causa del sostenimento nell’esercizio di maggiori costi della produzione “non in linea con le ipotesi formulate nel piano industriale 2019-2021, approvato in data 11/06/2019”. Costi “per la maggior parte non prevedibili e legati all’emergenza Gran Sasso”. La situazione di tensione finanziaria, tra l’altro, non ha consentito alla società, rileva l’Ersi, di pagare la terza rata, scaduta il 31 marzo 2020, prevista negli accordi di rateizzazione stipulati nell’esercizio 2019 con i comuni.

Fari puntati anche sul costo del personale, aumentato rispetto al 2018, passando da € 14.248.576 a € 14.982.526. Su questo punto il Collegio sindacale sottolinea la “necessità di monitorare tali voci, in modo da garantire l’adeguatezza e l’efficienza di tutte le aree e funzioni aziendali, l’aderenza al piano industriale ed il rispetto dei limiti di legge”. Limiti che sono fissati da ARERA e che non possono superare quelli del bilancio 2011, dove il costo del personale pesava per € 11.892.642, cioè 3.089.884 euro in meno. “Ciò rappresenta una seria criticità in sede di riconoscimento tariffario come evidenziato più volte da questo ente”, scrive l’Ersi.

“Quanto emerge – conclude la nota firmata dal presidente Nunzio Merolli e dal direttore Corrado Rossi – desta forte preoccupazione per il futuro della gestione del Sistema Idrico Integrato. Lo stato di tensione finanziaria da tutti rilevata che caratterizza la gestione societaria, che chiude in utile solo grazie ad un evento ‘straordinario’ (cioè la compensazione dei mancati incassi delle bollette non pagate a causa del sisma, ndr), la non adeguatezza del Piano industriale, l’assenza di garanzie e di percorsi volti a superare tali criticità, il riferimento all’incertezza legata al COVID-19, portano a rilevare una evidente situazione di criticità che necessita di un’immediata azione di risanamento dei conti da parte della governance societaria”.

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