Camera di Commercio Gran Sasso, l’Ance pensa a ricorso contro la fusione

Camera di Commercio Gran Sasso, l’Ance pensa a ricorso contro la fusione

Sono intervenuti solo i consiglieri regionali di opposizione Marco Cipolletti, Sandro Mariani e Dino Pepe all’incontro convocato dall’ANCE sull’accorpamento della Camera di Commercio di Teramo con L’Aquila. E’ stata espressa una corale preoccupazione per l’incertezza che potrebbe prodursi all’esito della sentenza che la Corte Costituzionale si accinge ad emanare in merito all’impianto normativo che ha completamente ridisegnato le circoscrizioni camerali italiane ed il loro dimensionamento minimo. Il Decreto n. 2 del 2020 assunto dal presidente della Regione Abruzzo Marsilio con il quale si dà avvio alla fase conclusiva di costituzione della nuova Camera di Commercio “Gran Sasso”, arriva dopo 38 mesi dall’inizio della procedura ed a soli 80 giorni dalla sentenza della Corte Costituzionale che potrebbe cancellare la riforma del Governo Renzi datata 2015.

“Il nostro Consiglio Direttivo”, dichiara il presidente dell’Ance Teramo Ezio Iervelli, “ha espresso unanime preoccupazione per quanto sta accadendo. Si tratta di un tema che dovrebbe appassionare le forze politiche di ogni colore che riguarda l’economia del territorio, provato da tante emergenze e non da ultima quella del traffico veicolare sulle arterie autostradali abruzzesi che sta paralizzando l’intera regione”. I consiglieri regionali presenti si sono impegnati ad attivare tutti i percorsi istituzionali possibili per indurre il Governo regionale ad effettuare un ulteriore approfondimento sulla procedura intrapresa, dichiarandosi disponibili a dialogare con tutte le forze politiche pur di tutelare l’economia provinciale.

Molti consiglieri dell’associazione, inoltre, hanno manifestato sorpresa nell’apprendere che non sembrerebbe disponibile alcuna verifica congiunta sui conti dei due Enti (Teramo e L’Aquila) e sulle loro aziende partecipate. Quest’ultimo è un elemento di ulteriore preoccupazione per la categoria. L’Ance ha annunciato ai consiglieri regionali che valuterà la proposizione di un autonomo ricorso amministrativo avverso il Decreto del presidente Marsilio per tutelare la propria rappresentatività interassociativa.

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