Castellalto, il Pd replica alla consigliera Tini: “Gravi menzogne avallate da Mariani”

Castellalto, il Pd replica alla consigliera Tini: “Gravi menzogne avallate da Mariani”

Non si è fatta attendere la risposta del Partito Democratico di Castellalto dopo l’uscita dalla maggioranza dell’ex consigliera Valentina Tini, supportata da Sandro Mariani. Di seguito il comunicato del Pd di Castellalto.

“Il Partito Democratico di Castellalto, che sostiene da sempre la maggioranza di centro sinistra guidata dal sindaco Vincenzo Di Marco, rimane esterrefatto dalle dichiarazioni pubbliche della consigliera Tini, la quale è bene ricordarlo è stata eletta grazie anche ai voti dei democratici di Castellalto, con la promessa di assumere un ruolo nel partito all’indomani delle elezioni comunali del 2016. Ma alle promesse non sono seguiti i fatti, e come dire passata la festa gabbato lo santo, la Tini non si è fatta più vedere alle riunioni di circolo che si sono svolte fino ad oggi. Allo stato dei fatti la stessa sembrerebbe aver completamente disatteso il mandato elettorale datole dai cittadini e pare sia stata molto intenta e impegnata nella cura di questioni che poco hanno a che fare con il ruolo di consigliere comunale. Il sindaco, al quale il PD locale rinnova l’appoggio pieno e incondizionato, bene ha fatto a prendere le distanze e a revocargli la delega di assessore, allorquando la stessa si è posta fuori dalle linee di indirizzo politico-amministrativo della lista Insieme per Castellalto, dimostrando che su alcune questioni non ci sono possibilità di albergo pubblico.

Fatto ancor più grave – prosegue la nota – è che nelle sue esternazioni è stata accompagnata da un consigliere regionale del PD oggi Abruzzo in Comune, che ha di fatto provato ad avvalorare la valanga di menzogne pubbliche recitate ad arte dalla Tini. Il PD di Castellalto chiede al consigliere Mariani più rispetto per il territorio di Castellalto, o almeno un doveroso silenzio quale segno di riconoscenza per il sostegno ricevuto dai cittadini di Castellalto quando si è candidato alla Regione e al Parlamento qualche anno fa. La linea del PD locale è sempre la stessa ed è vincente da diversi lustri. Sono state sempre respinte le ingerenze sovracomunali di chicchessia. Nel corso del tempo il PD in un quadro chiaro di centro sinistra allargato al civismo ha garantito sana stabilità politica locale, buona e trasparente amministrazione, con risultati di consenso importanti, ricordando che la lista Insieme per Castellalto ha ottenuto il 70% dei voti nell’ultima consultazione elettorale comunale del 2016. E’ chiaro a tutti sul territorio – conclude il comunicato – che la consigliera Tini ha utilizzato la coalizione come un mezzo strumentale ai suoi desiderata, senza riuscire nell’intento. Oggi senza pudore e senza ritegno politico si è resa protagonista di una serie di gravi menzogne amministrative, avallate dal capobastone Mariani, che nulla ha a che fare con il nostro comune”.

Insieme per Castellalto: “La Tini già autoesclusa da tempo dalla maggioranza”

Sull’argomento, a supporto della tesi del Pd di Castellalto, interviene con una nota l’intero gruppo consiliare di maggioranza “Insieme per Castellalto”: “Apprendiamo dalla stampa locale – scrivono i consiglieri – di esternazioni assai originali, con evidenti tratti di mendacità da parte della consigliera, ormai ex, di maggioranza Valentina Tini, supportata dal consigliere regionale Pd Sandro Mariani che si improvvisa patron delle false accuse della stessa Tini nei confronti del sindaco Di Marco e della maggioranza alla guida dell’attuale amministrazione. Abbiamo già avuto modo, in passato, di ribattere all’accusa di ‘uomo solo al comando’ rivolta dalla Tini al sindaco, non solo in quanto non corrispondente a verità, ma soprattutto perché lesiva della dignità e dell’indipendenza di tutti i consiglieri di maggioranza. La vicenda della Tini si commenta da sé. Il gruppo di maggioranza – si legge nel comunicato – aveva già sentenziato la sua autoesclusione a giugno scorso, in quanto già da molto tempo agiva fuori dal perimetro politico. Ricordiamo alla consigliera Tini che le dinamiche di un gruppo che sia degno di tale nome passano attraverso la logica democratica della discussione e dell’accordo di tutti i componenti. A tal proposito teniamo a ribadire che la scelta della menzionata stazione ecologica è stata condivisa e votata dal gruppo di maggioranza nel bilancio di previsione, precisando che non ha comportato alcun aumento della tassa sui rifiuti, ma è stata fatta nell’ottica di un risparmio che passava dalla gestione diretta da parte dell’ente, attraverso personale strutturato del Comune di Castellalto.

Ci chiediamo, piuttosto, per quale ragione – aggiungono i consiglieri di maggioranza – la consigliera Tini che afferma di avere tanto a cuore la diminuzione della pressione fiscale, non si sia presentata all’ultimo consiglio comunale a votare la delibera sulla proroga e riduzione della tassa sui rifiuti, votata ad unanimità anche dai consiglieri di minoranza che hanno dimostrato grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e a sostegno di scelte equilibrate di questa amministrazione. E ci chiediamo come mai nel precedente consiglio comunale non abbia avuto la stessa sensibilità, astenendosi dal votare una delibera sulla sospensione delle sanzioni sull’Imu sostenuta anche questa volta dalla stessa minoranza.

Per quanto riguarda l’endorsement pubblico del consigliere Mariani – attaccano i consiglieri di maggioranza – noi gradiremmo che Castellalto restasse nelle mani dei cittadini castellaltesi e si evitassero simili incursioni da parte di chi non conosce la realtà dei fatti che sono oggetto della pietosa narrazione. Noi siamo Castellalto e vogliamo che il nostro Comune non diventi territorio di conquista e che resti scevro da protettorati di ogni sorta. Per questo ci rammarichiamo che la consigliera Tini non abbia scelto di affrontare la discussione nella sede appropriata, ossia il consiglio comunale, ma abbia preferito un palcoscenico esterno al nostro territorio che sicuramente paga di più in termini di audience, ma rifugge le logiche territoriali alle quali dovrebbe sentirsi chiamata a rispondere. Sulla definizione del nostro progetto politico come “fallimentare” possiamo, a testa alta, ribattere che di fallimentare abbiamo visto solo il suo percorso politico di stampo molto personale. E a questo punto potrebbe sorgere legittimo il dubbio che si sia trattato di un disegno esterno studiato a tavolino”.

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