Celebrazioni Bosco Martese, il centro comunista Santacroce critica ANPI e CGIL

Celebrazioni Bosco Martese, il centro comunista Santacroce critica ANPI e CGIL

Dura critica da parte del Centro Politico Comunista “Sandro Santacroce” di Teramo nei confronti dell’ANPI e della CGIL, alla vigilia delle celebrazioni per il 77^ anniversario della battaglia di Bosco Martese, per la possibile presenza del presidente della Regione Marco Marsilio e del presidente della Provincia di Teramo Diego Di Bonaventura.

“Lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni del 25 settembre per ricordare l’epica battaglia della Resistenza di Bosco Martese, l’ANPI e la CGIL di Teramo hanno avuto il barbaro coraggio di invitare il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ignorandone del tutto la storia politica.
A nulla sono valse le proteste degli antifascisti teramani per evitare che l’esponente di un partito nato dalle ceneri dell’MSI (Movimento Sociale Italiano, di chiara ispirazione fascista) presenziasse ad un evento tanto sentito nel nostro territorio. La memoria di quel posto non è stata violata solo grazie al fortunato forfait dell’ultimo momento dello stesso Marsilio” si legge nella nota.

“Eravamo convinti che il  messaggio lampante delle proteste fosse arrivato forte e chiaro ed invece niente: anche quest’anno, infatti, nella lista degli interventi compaiono i nomi di Marsilio e del Presidente della Provincia, Di Bonaventura. Quest’ultimo, ricordiamo, concesse la sala del Comune di Notaresco, di cui è Sindaco, a Nuove Sintesi, un’accozzaglia di poveri nostalgici. 
Non possiamo accettare di nuovo un affronto del genere, e non vogliamo che Bosco Martese diventi una passarella per tutti, anche per gente come Marsilio e Di Bonaventura.
Non staremo ad ascoltare le loro patetiche giustificazioni per le quali le celebrazioni ufficiali  prevedono di invitare tutte le istituzioni. Se nelle istituzioni ci sono esponenti che si rifanno a valori che nulla hanno a che fare con quelli della Resistenza partigiana, allora questi esponenti vanno combattuti, così come fecero i partigiani.
È ora di dire basta e di porre fine, una volta per tutte, a queste manifestazioni vergognose ed imperdonabili” hanno così concluso gli esponenti del Centro Politico Santacroce.

Comment

  1. L’ANALISI SULLE CONDIZIONI POLITICHE DEL POPOLO ITALIANO, CONTENUTA IN QUESTO DOCUMENTO, È DRAMMATICAMENTE VERA ANCHE OGGI. L’APPELLO ALL’UNIONE E ALLA SOLIDARIETÀ POLITICA DEL POPOLO STESSO, CONTRO IL VERO NEMICO, OGGI PIÙ CHE MAI HA LA SUA VALIDITÀ E DOVREBBE ESSERE, RESPONSABILMENTE, PRESO IN CONSIDERAZIONE PER IL BENE DELLE FUTURE GENERAZIONI. LE DIVISIONI E L’ODIO FANNO SOLO IL GIOCO DEL NEMICO.

    […] La causa dei nostri mali e delle nostre miserie è nel fatto che l’Italia è dominata da un pugno di grandi capitalisti, parassiti del lavoro della Nazione, i quali non indietreggiano di fronte all’affamamento del popolo, pur di assicurarsi sempre più alti guadagni, e spingono il paese alla guerra, per estendere il campo delle loro speculazioni ed aumentare i loro profitti. Questo pugno di gran di capitalisti parassiti hanno fatto affari d’oro con la guerra abissina; ma adesso cacciano gli operai dalle fabbriche, vogliono far pagare al popolo italiano le spese della guerra e della colonizzazione, e minacciano di trascinarci in una guerra più grande. Solo la unione fraterna del popolo italiano, raggiunta attraverso alla riconciliazione tra fascisti e non fascisti, potrà abbattere la potenza dei pescicani nel nostro paese e potrà strappare le promesse che per molti anni sono state fatte alle masse popolari e che non sono state mantenute. (…) I comunisti fanno proprio il programma fascista del 1919, che è un programma di pace, di libertà, di difesa degli interessi dei lavoratori […] FASCISTI DELLA VECCHIA GUARDIA! GIOVANI FASCISTI! Noi proclamiamo che siamo disposti a combattere assieme a voi. LAVORATORE FASCISTA, noi ti diamo la mano perché con te vogliamo costruire l’Italia del lavoro e della pace, e ti diamo la mano perché noi siamo, come te, figli del popolo, siamo tuoi fratelli, abbiamo gli stessi interessi e gli stessi nemici, ti diamo la mano perché l’ora che viviamo è grave, e se non ci uniamo subito saremo trascinati tutti nella rovina […] ti diamo una mano perché vogliamo farla finita con la fame e con l’oppressione. È l’ora di prendere il manganello contro i capitalisti che ci hanno divisi, perché ci restituiscano quanto ci hanno tolto […]
    1936 Palmiro Togliatti e oltre 60 dirigenti dell’allora P.C.

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