Ciarrocchi torna assessore a Montorio, l’opposizione: “Scelta inopportuna”

Ciarrocchi torna assessore a Montorio, l’opposizione: “Scelta inopportuna”

Da qualche giorno Francesco Ciarrocchi, ginecologo al centro di un’indagine della magistratura per violenza sessuale, accusa per la quale era stato posto agli arresti domiciliari, misura poi revocata dal tribunale del riesame, è tornato a ricoprire il ruolo di assessore nella Giunta comunale di Montorio al Vomano. La notizia è stata diffusa dal sindaco Fabio Altitonante, motivandola con il fatto che la vicenda giudiziaria di Ciarrocchi non riguarda il suo ruolo pubblico, ma la sua attività professionale. “La scelta del sindaco e dello stesso Ciarrocchi è inopportuna – commentano oggi dall’opposizione il Partito Democratico e il gruppo Montorio Guarda Avanti – Dagli ultimi articoli dei quotidiani, risultano ancora in corso le indagini, pertanto sarebbe stato più corretto attenderne l’esito. Le accuse per le quali gli organi preposti stanno svolgendo gli accertamenti, non sono di quelle liquidabili come fatti personali e privati, quando invece si ricopre un ruolo istituzionale. Il ruolo istituzionale, come quello di assessore, richiede trasparenza, serenità e capacità di azione verso tutti i cittadini – continuano i rappresentanti dell’opposizione – Sarebbe stato meglio, nel rispetto di tutti, attendere l’esito della vicenda e, se proprio era necessario, nominare assessore un altro consigliere. Ci rimane veramente difficile comprendere le motivazioni che hanno indotto il primo cittadino a prendere frettolosamente una decisione del genere”.

Comment

  1. Non conosco il dott. Ciarrocchi e come essere umano spero che non sarà riconosciuto colpevole dell’esecrabile gesto di cui è accusato.
    Trovo vergognoso, tuttavia, che egli possa essere stato arrestato, senza aver subito un processo. Per questo qualunque cittadino che ami e difenda la libertà si deve indignare: SEMPRE!
    La carcerazione preventiva è de facto una condanna che mette alla gogna persone che, come dimostrano le statistiche, molto sono spesso innocenti. Nel frattempo, però, sono state già processate e condannate, devono soffrire e con loro le loro famiglie, una prassi medioevale indegna di un Paese civile. Mi meraviglio, francamente, che gruppi politici che osano rifarsi alla tradizione della sinistra politica e che, come tali, dovrebbero essere i più feroci difensori della libertà individuale e delle garanzie dei cittadini, non ricordino che la prassi di incarcerare e condannare le persone senza processo, appartiene ai regimi liberticidi di stampo fascista/comunista reale e è assonante con il giustizialismo tipico dei regimi totalitari!

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