Cisl, Uil e Ance al prefetto di Teramo: “Riaprire cantieri con meno di tre operai”

Cisl, Uil e Ance al prefetto di Teramo: “Riaprire cantieri con meno di tre operai”

Autorizzare la riapertura dei cantieri privati che occupano meno di tre unità lavorative. E’ quanto hanno chiesto al prefetto Filca Cisl, Feneal Uil e Ance Teramo attraverso un apposito documento, con l’obiettivo di “prevenire i problemi economici e sociali che stanno scaturendo da un fermo lavorativo così prolungato”. Una ripartenza che, assicurano sindacati e associazione dei costruttori, avverrebbe nel pieno rispetto delle norme di sicurezza previste per l’emergenza sanitaria, garantito attraverso l’autocontrollo degli organismi bilaterali della categoria: il comitato paritetico territoriale e i rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza.

“Il prolungamento del fermo dei cantieri per oltre un mese, in attesa di una possibile ripartenza a maggio, ha causato gravi problemi di sopravvivenza alle imprese del nostro territorio, ma soprattutto ai lavoratori edili – scrive in una nota il segretario della Filca Cisl Giancarlo De Sanctis – In cassa integrazione da metà marzo, i più fortunati di loro hanno percepito una retribuzione inferiore al 50%, in quanto il 74% delle aziende ha optato per il pagamento diretto della cassa integrazione ordinaria da parte dell’Inps”. Questo, sottolinea il sindacalista, con tempi di liquidazione più lunghi.

“Parliamo di 4200 lavoratori per 710 imprese edili – continua De Sanctis –  Di queste, solo 442 hanno fatto richiesta di Cassa integrazione, per la copertura di 3204 lavoratori; mancano all’appello altre 268 aziende per altri 1000 lavoratori”. Delle 442 aziende che hanno fatto richiesta di Cassa integrazione, continua il sindacalista, “solo 246 hanno risposto alla richiesta di esame congiunto previsto, per un totale di 1718 lavoratori edili”. Di queste, inoltre, come sottolinea ancora il segretario della Filca Cisl, solo 63 aziende per 627 dipendenti hanno accettato di anticipare sulla retribuzione mensile la Cassa integrazione. “A loro va il nostro personale ringraziamento – dichiara De Sanctis – per la serietà e la fidelizzazione dimostrata nei confronti dei propri lavoratori. Le altre 183 aziende invece hanno scelto la facile strada del pagamento diretto dell’Inps, pur conoscendo bene i tempi di liquidazione dell’istituto”.

Una situazione difficile nella quale, precisa De Sanctis, “imprese serie e corrette e lavoratori stanno lavorando insieme per alleggerire il più possibile l’impatto sociale delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria. Infatti il primo provvedimento attuato tramite le casse edili è stato di anticipare ai lavoratori il premio Ape (una sorta di tredicesima mensilità) ad aprile anziché a maggio e l’80% della gratifica per ferie da giugno a fine aprile. In tal modo – prosegue il segretario della Filca – abbiamo creato un po’ di liquidità per i lavoratori al fine di sopperire alla riduzione di retribuzione di marzo ed alla mancanza di retribuzione di aprile”. Tra gli altri provvedimenti adottati, la sottoscrizione dell’accordo con l’Abi per l’anticipazione della Cig ai lavoratori.

“Però questi sono strumenti temporanei – conclude il sindacalista – Vi è la necessità di riprendere a lavorare al più presto ed in assoluta e totale sicurezza. È a tal scopo che come Filca Cisl, insieme a Feneal Uil e Ance Teramo abbiamo sottoscritto un accordo, inviato al prefetto”.

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