Civitella, maxi-coltivazione di marijuana: arrestati due cinesi

Civitella, maxi-coltivazione di marijuana: arrestati due cinesi

Nel primo pomeriggio di ieri i Carabinieri del Reparto Operativo di Teramo, insieme ai colleghi delle Stazioni Carabinieri di Offida e Monsano, hanno eseguito una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due cittadini cinesi, una donna di 58 anni ed un uomo di 40 anni, in regola con i documenti di soggiorno, emessa dal GIP presso il Tribunale di Teramo. L’ordinanza di custodia cautelare è il frutto delle attività d’indagini, sviluppate dal personale del Nucleo Investigativo e dirette dalla Procura della Repubblica di Teramo, dopo l’arresto di un cittadino cinese di 26 anni ritenuto responsabile di coltivazione di marijuana e sorpreso all’interno di un capannone in agro del Comune di Civitella del Tronto il 19 luglio 2019, intento a coltivare 600 piante di marijuana. A luglio scorso, ad attirare l’attenzione dei Carabinieri fu sia l’impianto di condizionamento immotivatamente sempre acceso di quel capannone che, il forte odore tipico della marijuana che si diffondeva nell’aria. La complessità dell’organizzazione alla base della coltivazione all’interno del capannone ha da subito lasciato supporre che il cinese arrestato non poteva aver messo in opera quell’attività tutto da solo. Le successive attività d’indagine hanno permesso di fare luce su una vera e propria organizzazione, seppur basica, formata da cittadini cinesi che avevano individuato l’area rupestre lontano da occhi indiscreti, dove dar vita a serre finalizzate alla coltivazione di piante marijuana. I militari hanno accertato che ad affittare la struttura era stato il cittadino cinese residente a Monsano in Provincia di Ancona e a suo nome risultavano intestate le forniture di elettricità e acqua. Mentre la donna di origini cinesi, residente ad Offida da molti anni, dall’ottobre del 2017 si era occupata dapprima di reperire il capannone, sottoscrivere il regolare contratto di affitto con un mediatore del luogo, per poi provvedere al pagamento mensile del canone di locazione, attraverso bonifici postali di 800 euro, agli ignari proprietari del capannone in disuso da molti anni, che risiedono in Provincia di Cuneo. Ad aggravare la posizione dei due arrestati vi è che accanto ai contatori di energia elettrica ed acqua, regolarmente intestati ed allacciati, avevano realizzato condutture parallele allacciate fraudolentemente ad altre utenze, poste nei pressi del capannone, così da poter usufruire di maggiori erogazioni, truffando le società fornitrici dei servizi per un danno stimato da ENEL di oltre 15.000 euro.

IL SERVIZIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *