Collegamenti con Roma, Cgil Abruzzo: “Teramo e L’Aquila isolate”

Collegamenti con Roma, Cgil Abruzzo: “Teramo e L’Aquila isolate”

Adottare una vera e propria strategia di rilancio delle aree interne, migliorando il sistema delle infrastrutture e dei servizi essenziali per invertire la tendenza allarmante relativa allo spopolamento. E visto che i tempi per concretizzare nuovi progetti e nuove opere ferroviarie (come l’alta velocità per Roma che tocchi anche Teramo e L’Aquila) non saranno certamente rapidi, è opportuno trovare soluzioni alternative che attenuino nell’immediato l’isolamento di alcuni territori e capoluoghi di provincia abruzzesi, garantendo ai cittadini teramani e aquilani servizi e collegamenti altrettanto capillari ed efficaci verso la capitale. Per questo la Cgil ribadisce la necessità di rivedere la decisione assunta nel dicembre 2017 dalla Giunta regionale del presidente Luciano D’Alfonso che, nel ridefinire i livelli dei servizi minimi e degli ambiti di traffico del trasporto pubblico locale, privò della contribuzione pubblica le tratte di collegamento da e verso la capitale provenienti dalle province di L’Aquila e Teramo. I segretari della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri, Cgil L’Aquila, Francesco Marrelli, e Cgil Teramo, Giovanni Timoteo, chiedono di rivedere quella decisione e contestualmente “estendere ai cittadini delle stesse province gli indubbi benefici del cosiddetto biglietto unico, al momento limitato ai soli cittadini dell’area metropolitana Chieti-Pescara”.

Rispetto all’elenco di 130 opere strategiche individuate dal Ministero delle infrastrutture e trasporti e approvato dal Consiglio dei Ministri contestualmente al decreto semplificazioni, che vedrà anche l’Abruzzo beneficiare di nuovi interventi infrastrutturali, nello specifico per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 e per la velocizzazione della tratta ferroviaria Pescara-Roma, la Cgil, come le altre organizzazioni sindacali e le associazioni delle imprese, “si è già espressa positivamente condividendo l’importanza strategica di opere infrastrutturali che valorizzino l’asse trasversale est-ovest, Civitavecchia-Pescara-Ortona, come unico corridoio possibile del Paese”. Per questo, osservano i vertici regionali e locali della Cgil, fanno bene “alcuni amministratori locali delle aree interne a spingere e pretendere interventi infrastrutturali ferroviari in grado di rompere l’isolamento di alcuni territori già profondamente segnati dall’appartenenza ai noti crateri sismici”. Ma in attesa di poter vedere un giorno (forse) treni veloci passare anche da Teramo e L’Aquila per raggiungere Roma, è bene adottare “soluzioni immediate e di buon senso, seppure parziali, in grado di ridurre i disagi derivanti dalla mancanza di una mobilità alternativa su ferro che, non a caso, ha costituito nel tempo il vero presupposto che ha indotto il legislatore a ritenere tale collegamento essenziale e quindi meritevole di contribuzione pubblica”.

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