Collegi elettorali: scompare Teramo divisa tra Pescara e L’Aquila

Collegi elettorali: scompare Teramo divisa tra Pescara e L’Aquila

Il Consiglio dei Ministri ha approvato una proposta che ridisegna i collegi elettorali alla luce del taglio dei parlamentari deciso dalla riforma costituzionale approvata dal Parlamento e confermata dal referendum del 20 e 21 settembre scorsi. Il testo di legge costituzionale approvato in via definitiva l’8 ottobre 2019 prevede il taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera dei deputati, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. A pagare cara la riduzione degli eletti e, di conseguenza, dei collegi elettorali sembra dover essere la provincia di Teramo che verrebbe divisa in due: una parte afferente al collegio di Pescara (individuabile con la fascia costiera, parte della Val Vomano e la Val Fino) e un’altra parte con quella de L’Aquila (le aree interne).

Numerose le prese di posizione e le reazioni contrarie. “La proposta di decreto legislativo per la determinazione dei collegi elettorali già vagliata positivamente, in esame preliminare, dalla riunione del Consiglio dei Ministri del 24 novembre 2020 rappresenta un vero e proprio schiaffo per la provincia di Teramo che viene smembrata elettoralmente e utilizzata solo quale mero riempitivo alla Camera dei Deputati per far quadrare i conti nei collegi di Pescara e L’Aquila”, interviene il consigliere regionale di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani, che ha scritto ai parlamentari eletti nel collegio elettorale di Teramo e ai sindaci chiedendo una levata di scudi contro la proposta. “Credo si possa affermare, senza mezzi termini, che una tale proposta, frutto solo di meri calcoli algebrici che non tengono affatto conto delle necessità dei territori, rappresenti un pesantissimo danno per la nostra provincia, se ancora potremo definirci come tale, in termini di rappresentatività parlamentare”, rincara Mariani.

Il consigliere regionale spiega che “i comuni della fascia costiera teramana finirebbero nel Collegio Abruzzo 2, schiacciati sotto il peso elettorale della provincia di Pescara, contando solo per il 36% come peso demografico; la restante parte del Teramano, ovvero le aree interne, finirebbe invece nel Collegio Abruzzo 3 con la provincia de L’Aquila, con un peso elettorale ancora più marginale pari ad appena il 30% dell’elettorato”. In tal modo, “la nostra rappresentanza finirebbe per essere ancora più marginalizzata, rendendo sempre più improbabile l’elezione di nostri rappresentanti sia alla Camera che al Senato, ove l’Abruzzo avrà un collegio unico”. Gettando uno sguardo alla cartina geografica, la Val Vibrata voterà per metà, fino a Corropoli, con il collegio pescarese mentre il resto con quello aquilano; così come Mosciano Sant’Angelo sarà collegata a Pescara mentre Bellante a L’Aquila. “Per questo ritengo che tutti i rappresentanti teramani debbano unirsi per contrastare questa inaccettabile proposta – prosegue Mariani – Intendo rivolgermi in particolar modo ai sindaci dell’intera provincia affinché, attraverso la voce del primo cittadino di Teramo, nonché presidente dell’ANCI regionale, o tramite il presidente della Provincia in sede di assemblea dei sindaci della provincia di Teramo, si definisca un documento unanime di contrasto a questa proposta di definizione dei collegi elettorali: solo con la forza rappresentativa dell’intero territorio provinciale, a prescindere dai colori politici, potremo evitare la depauperazione definitiva della nostra rappresentatività parlamentare”. Infine Mariani si appella anche ai parlamentari: “Abbiamo bisogno di tutto il vostro impegno istituzionale affinché non si persegua questa scellerata scelta di suddivisione territoriale”.

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