Collegio elettorale Teramo, lo storico Ponziani insiste: “Politica inerte”

luigi ponziani

Collegio elettorale Teramo, lo storico Ponziani insiste: “Politica inerte”

Lo storico Luigi Ponziani non demorde e prosegue la battaglia a difesa del collegio elettorale di Teramo, “sacrificato” dal Governo alla luce del taglio dei parlamentari voluto dalla riforma costituzionale. L’ex direttore della biblioteca “Melchiorre Delfico”, nonché per circa un anno assessore alla Cultura della Giunta D’Alberto, scrive al primo cittadino del capoluogo e al presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, per conoscere quali azioni siano state intraprese. Infatti, spiega Ponziani, a fronte della scelta di smembrare il collegio elettorale per accorpare parte dei comuni teramani alla provincia di Pescara e parte a quella dell’Aquila, “abbiamo ascoltato qualche dichiarazione e presa di posizione (spesso flebile e in ritardo) di generica condanna, ma non mi sembra, stando a quanto affiora dall’informazione giornalistica, che si stiano approntando azioni concrete in grado non solo di far sentire l’opposizione di un intero territorio, ma anche di prospettare soluzioni alternative volte a restituire ai teramani la possibilità di decidere quali e quanti rappresentanti del proprio territorio debbano essere eletti”.

Sono tante le iniziative da poter adottare, secondo Ponziani, che domanda a D’Alberto e Di Bonaventura: “Le vostre proteste sono state trasmesse agli organi di Governo e al Parlamento? Si è proceduto a coinvolgere tutti i sindaci della provincia affinché unitariamente e formalmente esprimano la loro opposizione a quel decreto? Sono stati richiesti incontri con il ministro per i rapporti con il Parlamento, con il ministro dell’Interno e con il presidente del Consiglio per denunciare l’accaduto? Sono stati presi gli opportuni contatti con i parlamentari eletti in provincia di Teramo perché si esprimano nella stessa direzione e facciano sentire la loro voce? Sono stati informati tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato della protesta che sta montando in provincia di Teramo? Infine, si è proceduto a costituire un gruppo di studio, coinvolgendo giuristi e costituzionalisti dell’Università degli Studi di Teramo, per definire una o più soluzioni alternative (da tramutare in emendamenti) in grado di salvaguardare le rappresentanze parlamentari della Provincia di Teramo?”.

Tutte iniziative, secondo Ponziani, “capaci di contrastare, non solo a parole, il furto (senza destrezza) che si è prospettato per la provincia di Teramo. Altre se ne possono aggiungere. Solo vi è l’impellenza di uscire dalla generica lamentazione e passare ad atti concreti. Non si vorrebbe – conclude Ponziani – che l’inerzia (o l’ipocrisia) di oggi si tramutasse un domani in recriminazione imbelle e frustrante”.

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