Colleranesco, traffico di carburante dall’estero nell’area industriale: tre denunce

Colleranesco, traffico di carburante dall’estero nell’area industriale: tre denunce

Un blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo di Teramo, alle prime luci dell’alba di ieri, giovedì 8 aprile, in un capannone industriale in disuso a Colleranesco, ha colto sul fatto tre persone, due campani di 45 e 53 anni e un polacco di 27 anni, che stavano trasferendo carburante proveniente da un Paese estero in una cisterna di proprietà di una società campana. Sono stati sequestrati 28.000 litri di gasolio, l’autoarticolato ceco, la cisterna dove veniva trasferito il carburante e altro materiale utilizzato per lo scopo. I tre uomini sono stati denunciati.

I carabinieri erano sulle tracce dei tre da diverse settimane e sono riusciti ad individuare il covo utilizzato per le operazioni illecite solo dopo una serie di servizi di pedinamento e osservazione. L’indagine è nata da un normale controllo su strada dei militari dell’Arma di Giulianova che avevano notato una cisterna per carburanti, senza loghi di riferimento, entrare nella zona industriale di Colleranesco, alla periferia di Giulianova, in un’area abbandonata da anni. I carabinieri, insospettiti, avevano cercato di rintracciare il mezzo che, però, sembrava essere sparito nel nulla. Nel frattempo, il Nucleo Investigativo di Teramo dava inizio a un’indagine, avendo capito che quegli strani movimenti potevano nascondere un’attività di contrabbando di carburanti. Dopo alcune settimane, i militari sono riusciti ad individuare il luogo dove avveniva lo scambio di carburante introdotto illecitamente in Italia, senza pagare le accise previste, per poi essere immesso nel ciclo della distribuzione alle cosiddette “pompe bianche”. Gli autori del traffico illecito utilizzavano falsi documenti di viaggio e trasportavano il carburante con mezzi non idonei e altamente pericolosi, in quanto non usavano cisterne dotate di sistemi che impediscano eventuali esplosioni.

Ulteriori controlli sui documenti amministrativi sono stati condotti in collaborazione con la Guardia di Finanza di Teramo. La posizione dei tre soggetti fermati si è ulteriormente aggravata quando le verifiche sui documenti della cisterna italiana hanno consentito di acclarare che il documento di trasporto era contraffatto mediante il ricorso alla sostituzione dei codici identificativi presenti sulla banca dati online dell’Agenzia delle Entrate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *