Coronavirus, Gianni Chiodi: “Economia teramana la più penalizzata”

Coronavirus, Gianni Chiodi: “Economia teramana la più penalizzata”

“Teramo è la provincia che dal punto di vista economico sta avendo prospettive meno buone rispetto alle altre province abruzzesi”. Lo ha detto all’Ansa l’ex Governatore della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, commercialista che vive ed esercita la sua professione a Teramo. “La provincia di Teramo è stata già esposta moltissimo ai processi della globalizzazione che ha spazzato via alcune lavorazioni industriali tipiche – spiega Chiodi- il tessile, la pelletteria ed oggi anche la crisi dell’edilizia restituiscono la fotografia di una provincia che sta avendo prospettive meno buone dal punto di vista economico in questo momento di lockdown a causa del coronavirus.

Per Chiodi le condizioni economiche della Regione sono evidenti: “L’impatto economico del COVID-19 è invece meno pesante sulla provincia dell’Aquila dove gli afflussi di denaro per la ricostruzione dovrebbero rendere il contesto economico più dinamico – spiega – La provincia di Pescara ne risentirà da un punto di vista commerciale ma è comunque un’economia più solida di quella teramana mentre quella di Chieti che è l’economia trainante per il Pil Abruzzese, potrebbe risentire pesantemente della crisi se la Sevel non si riprende. Il mercato dell’automotive ha subito una significativa riduzione delle vendite e questo ha penalizza molto l’Abruzzo il cui Pil si basa per una percentuale significativa proprio sull’automotive oltre che sul turismo”. Quando si uscirà dal lockdown gli affitti saranno sproporzionati rispetto alla produttività”. E’ il parere di Gianni Chiodi, commercialista e già presidente della Regione Abruzzo. A pochi giorni dalla pubblicazione del rapporto Svimez parla dell’effetto Covid sull’economia abruzzese. “Se si considera che i ristoranti riusciranno a far entrare solo il 30% dei clienti si deduce che avranno bisogno di meno dipendenti, ma si porrà anche l’esigenza di pagare affitti meno onerosi. Idem per le imprese turistiche per le quali non basterà la liquidità, ma bisognerà risarcire il mancato utile dei mesi di fermo, come lo Stato ha fatto con i proprietari di appartamenti in caso di terremoto. La provincia di Teramo sta avendo prospettive meno buone rispetto alle altre province. L’impatto è meno pesante sulla provincia dell’Aquila dove via della ricostruzione. La provincia di Pescara ne risentirà da un punto di vista commerciale, quella di Chieti potrebbe risentire pesantemente della crisi se la Sevel non si riprende”.

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