Coronavirus: in Abruzzo nessun caso ma sale il livello di prevenzione

Coronavirus: in Abruzzo nessun caso ma sale il livello di prevenzione

Al momento in Abruzzo non si registrano casi positivi di Coronavirus. Non ci sono, infatti, aggiornamenti in questo senso da parte del Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione. Sale, però, la soglia di attenzione e di prevenzione con l’aumentare dei casi di contagio nel resto del Paese, soprattutto al Nord. Il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, ha convocato stamane le dirigenti di istituto delle scuole teramane per un confronto sulla situazione e per valutare le iniziative da prendere in relazione al coronavirus. Unanime la decisione di aderire al Decreto governativo di sospensione delle gite scolastiche e delle visite guidate. Il sindaco ha raccomandato alle presidi di evitare allarmismi. D’Alberto ha convocato alla ASL nel pomeriggio il Comitato Ristretto dei Sindaci per le valutazioni, anche in questo caso, della situazione. A Pineto si è svolto un incontro operativo tra la giunta comunale e i responsabili delle varie aree dell’ente. Tra le altre decisioni prese, anche in considerazione del bel tempo, quella di far svolgere all’aperto il carnevale in programma domani dalle 15:00.

Sul caso interviene anche un professore dell’università di Teramo, Giovanni Di Guardo, che ha scritto una lettera alla rivista “Science”: “Come già avvenuto per il morbo della mucca pazza e per altre emergenze di sanità pubblica, il principio di precauzione è stato e continua a essere, giustamente, il leitmotiv sulla cui scia le autorità sanitarie cinesi (in primis) e di altri Paesi (Italia in testa) hanno adottato una serie di misure draconiane finalizzate a contenere quanto più possibile la diffusione del coronavirus”, scrive il docente di Patologia Generale e Fisiopatologia Veterinaria. Di Guardo afferma, inoltre, riguardo alle vaccinazioni che “sarebbe opportuno che la cosiddetta “immunità di gregge” nei confronti del morbillo si attestasse su livelli ottimali, anche in considerazione del fatto che il virus del morbillo, notoriamente capace d’indurre una condizione di “amnesia immunitaria”, potrebbe in tal modo inficiare l’immunità protettiva nei confronti del coronavirus, derivante sia dall’infezione naturale che dalle future vaccinazioni”.

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