VIDEO | Coronavirus, Marsilio in Val Fino e all’ospedale di Atri: “Presidio formidabile”

VIDEO | Coronavirus, Marsilio in Val Fino e all’ospedale di Atri: “Presidio formidabile”

Nel pomeriggio di oggi il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha compiuto una visita prima a Castilenti, comune della Val Fino, zona rossa fino a venerdì scorso e territorio simbolo dell’epidemia di coronavirus; poi all’ospedale Covid di Atri. A Castilenti Marsilio ha incontrato il sindaco Alberto Giuliani e altri amministratori dell’area. Ad Atri, il governatore (accompagnato dall’assessore alla sanità Nicoletta Verì e dal consigliere regionale Antonio Di Gianvittorio) ha incontrato il sindaco Piergiorgio Ferretti, il direttore generale facente funzioni della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, il direttore sanitario Maria Mattucci, il direttore sanitario di presidio, Marino Iommarini, medici e dirigenti dell’ospedale San Liberatore.

“Ho voluto visitare uno dei centri della Val Fino per portare la solidarietà della Regione a questo territorio – ha dichiarato Marsilio – Ho dovuto faticare molto per trovare la forma giuridica per istituire la zona rossa, siamo stati tra i primi a doverlo fare il 18 marzo. Ho dovuto scontrarmi con il Governo che non percepiva la pericolosità della situazione della Val Fino. Credo che i fatti ci abbiano dato ragione. Oggi non ci sono nuovi casi da giorni in provincia di Teramo e restano pochi positivi in via di guarigione”.

Il sindaco di Castilenti Giuliani con il governatore Marsilio

Trend in netto miglioramento anche grazie al ruolo sostenuto dal San Libertore nella risposta all’emergenza: “L’ospedale di Atri è stato un presidio formidabile per tenere sotto controllo la situazione – ha affermato Marsilio – Ha avuto la capacità di riconvertirsi in pochi giorni, complimenti a tutta la classe medica, alla dirigenza, al sindaco e ai cittadini che hanno reagito con lo spirito giusto. Non è accaduto ovunque – ha sottolineato anche il governatore – che un’amministrazione comunale e una cittadinanza accogliessero senza polemiche e senza fobie la trasformazione del proprio presidio in un ospedale Covid”.

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