Coronavirus, NurSind Teramo: infermieri sacrificati in Rianimazione e nelle Usca

Coronavirus, NurSind Teramo: infermieri sacrificati in Rianimazione e nelle Usca

La segreteria territoriale NurSind di Teramo esprime in un comunicato “forte preoccupazione” per la “grandissima difficoltà” nella gestione del personale da parte della dirigenza delle professioni sanitarie della locale Asl, “che non sembra aver contezza di tutto quello che sta succedendo nei quattro presidi ospedalieri”. Per il sindacato delle professioni infermieristiche “è ormai evidente come non ci sia una programmazione, ma si vive giorno per giorno senza una visione d’insieme necessaria per far fronte alle molteplici difficoltà del momento”. Un atteggiamento che non è legato solo all’emergenza, sostiene il NurSind, “ma affonda le sue radici in un modus operandi che non comprende e valorizza la figura infermieristica, tanto che si è verificata una drastica riduzione del personale evidente in tantissime Unità Operative”.

Giuseppe De Zolt, segretario territoriale del sindacato infermieristico, porta l’esempio del reparto di Rianimazione dell’ospedale Mazzini di Teramo: “Pur dovendo rispettare un rapporto infermiere-paziente di 1:2 secondo quanto previsto dai LEA, oggi è arrivata ad avere un rapporto infermiere-paziente di 1:3. Nel pieno dell’emergenza Covid-19, questo si traduce in una ricaduta inevitabile sulla tenuta psico-fisica del personale coinvolto. L’emergenza sanitaria ha giustamente richiesto la necessità di dotarsi di una nuova Rianimazione con ben 12 posti letto, collocata nell’ex reparto di Psichiatria, destinata ai pazienti Covid positivi che necessitano di supporto respiratorio. Ma ancora una volta – prosegue De Zolt – non sono state considerate le necessità di personale per far funzionare la struttura, tenendo presente, tra l’altro, l’alto livello di formazione che gli operatori assegnati a questo tipo di reparti deve avere. Per sopperire al deficit di personale, gli infermieri sono costretti a turni massacranti in Rianimazione Covid, con un solo kit a disposizione per l’intero turno lavorativo, senza maschere di protezione adeguate, organizzandosi di giorno in giorno per non lasciare sguarnita la Rianimazione generale che, nonostante tutto, continua ad erogare un servizio essenziale anche in funzione di continui ricoveri provenienti dalla sala operatoria”.

Secondo fronte: le Usca, Unità Speciali di Continuità Assistenziale. “Non possiamo che condividere la posizione espressa dagli OPI delle quattro province abruzzesi rispetto all’ordinanza regionale e alla delibera della ASL di Teramo che li istituisce – dichiara De Zolt – Quello che stupisce maggiormente è che nei quasi 20 giorni che si sono resi necessari per l’attivazione degli USCA, la dirigente delle professioni sanitarie (la quale dovrebbe conoscere bene la differenza tra l’infermiere e le altre figure professionali menzionate nell’ordinanza) si sia dapprima attivata nel reclutamento di infermieri con una richiesta di disponibilità (come avvenuto in altre aziende sanitarie), poi trasformatasi in invito informale e, da ultimo, in disposizione di servizio. Si tratta di una scelta non solo incomprensibile, ma del tutto illogica e viziata per eccesso di potere, laddove non solo considera la figura dell’infermiere come collaboratore del medico, secondo una vecchia logica ancillare e ausiliaria legislativamente superata, ma soprattutto perché rende sovrapponibili, e dunque interscambiabili, figure professionali del tutto diverse tra loro per competenze, profili, mansioni, livelli contrattuali come quelle dell’infermiere, dell’Oss e dell’autista”. Il NurSind chiede “l’immediata revoca delle disposizioni di servizio impartite agli infermieri, una nuova riorganizzazione del servizio con l’apertura di un bando per il reclutamento delle figure richieste (infermiere, oss, autista) con la previsione di congrua retribuzione distinta per le tre figure professionali (rispettivamente 30€/h infermieri, 20€/h oss e 18/h autisti) commisurata alle specifiche competenze professionali”.

Il dito del sindacato è puntato in particolare sulla dirigenza delle Professioni sanitarie della Asl di Teramo: “Dispiace constatare come la Dirigenza delle Professioni Sanitarie è percepita come un’entità astratta, lontana dai professionisti sanitari, percezione che questa emergenza ha solo amplificato. Chiediamo una presa di posizione forte da parte dei vertici aziendali – conclude il NurSind – Non possiamo permetterci più di tergiversare lasciando in mano le redini a dirigenti poco esperti in management aziendale”

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