VIDEO | Coronavirus, Protezione civile: “Inutili e impraticabili tamponi a tutti in Val Fino”

VIDEO | Coronavirus, Protezione civile: “Inutili e impraticabili tamponi a tutti in Val Fino”

Nel corso del colloquio telefonico che ieri, giorno di Pasqua, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha avuto con il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Vincenzo D’Ercole, per avere notizie dirette sulla situazione nella zona rossa abruzzese (prorogata fino a domenica 19 aprile), sono state affrontate anche le proposte sollecitate in una lettera inviata dal senatore Luciano D’Alfonso al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Lo rende noto il coordinatore dell’Unità di crisi della Regione Abruzzo, Silvio Liberatore, che ha preso parte alla telefonata. Tra le proposte dell’ex presidente della Regione, ritenute “inutili e impraticabili” dai partecipanti alla telefonata, vi era anche quella di effettuare tamponi a tutta la popolazione, soluzione “che comporterebbe il blocco dell’attività dei laboratori di analisi per due settimane”, evidenzia Liberatore.

Il responsabile della Protezione civile abruzzese rende noto anche il livello operativo della gestione dell’emergenza coronavirus tra tutti gli attori istituzionali in campo. “I sindaci hanno un contatto diretto e costante con una task force regionale e il supporto delle forze dell’ordine e del volontariato di Protezione civile regionale – dichiara Liberatore – che è stato ultimamente potenziato con un mezzo fuoristrada messo a disposizione dei sindaci della zona rossa”. Ogni giorno la Prefettura di Teramo riunisce il Comitato operativo per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale partecipa il personale dell’Unità di crisi regionale e della Asl di Teramo, per esaminare le problematiche dell’emergenza in atto.

“Dal punto di vista sanitario – prosegue Liberatore – esiste un puntuale programma di potenziamento delle strutture ospedaliere attraverso interventi strutturali ai nosocomi di Teramo, Atri e Penne, messo a punto dal referente sanitario regionale per l’emergenza unitamente alle Asl di Teramo e Pescara e alla Protezione civile regionale, che garantisce la piena presa in carico dei malati, e l’attivazione sul territorio di un’Unità speciale di continuità assistenziale. Inoltre – prosegue il coordinatore dell’Unità di crisi regionale – la Asl di Teramo ha effettuato ormai da giorni i tamponi a tutti i soggetti segnalati dai medici, anche asintomatici, casa per casa e sul territorio di tutti i cinque comuni della Val Fino, cosa che ha consentito l’individuazione precoce e l’isolamento cautelativo di decine di casi di positività. La rendicontazione economica degli interventi – infine – è stata da tempo inviata al commissario Arcuri”. Borrelli, riferisce Liberatore, “ha apprezzato il lavoro compiuto dalla Regione congiuntamente alla Asl di Teramo e ai Comuni della vallata del Fino”.

In chiusura, Liberatore sottolinea il silenzio da parte del Governo e del presidente Conte alla richiesta di Marsilio di istituire la zona rossa (ordinanza firmata unilateralmente dal governatore). “Così come si è in attesa di risposta rispetto alla richiesta, formalizzata dal presidente Marsilio al presidente Conte, di prevedere per le zone rosse costituite con ordinanze regionali gli stessi benefici economici e fiscali previsti per la zona rossa di Codogno istituita a suo tempo dal Governo”.

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