Coronavirus, zone rosse abruzzesi: il centrosinistra chiede risorse speciali

Coronavirus, zone rosse abruzzesi: il centrosinistra chiede risorse speciali

In una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Pescara, i consiglieri regionali di centrosinistra hanno illustrato la risoluzione presentata dai consiglieri Blasioli, Paolucci, Pepe, Mariani, Pietrucci e Di Benedetto, affinché siano previste misure economiche e sanitarie a sostegno dei Comuni della zona rossa regionale. Presenti alla conferenza stampa i consiglieri del Pd Silvio Paolucci, Antonio Blasioli e Dino Pepe e, in rappresentanza delle zone rosse, Andrea Vecchiotti del circolo PD di Penne e Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo. Dopo aver ricordato l’iter di istituzione delle zone rosse da parte del presidente della Regione con apposite ordinanze (prima per i centri della Val Fino, Castilenti, Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo in provincia di Teramo ed Elice in provincia di Pescara; poi per i Comuni di Penne, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Farindola, Picciano, tutti in provincia di Pescara, e infine contrada Caldari di Ortona) i rappresentanti del centrosinistra sono entrati nel merito della risoluzione.

“Durante il periodo di vigenza dei provvedimenti, nonostante le intenzioni esternate a mezzo stampa dal presidente Marsilio, fatta esclusione per contrada Caldari di Ortona, non sono stati messi a punto o effettuati screening epidemiologici nelle popolazioni coinvolte dalle misure – hanno affermato i consiglieri di opposizione – e quindi ad oggi non si ha un quadro chiaro della diffusione del virus all’interno di queste comunità. Inoltre, sono stati pubblicamente denunciati dalle istituzioni locali, e in particolari dai sindaci, numerosi casi di ritardo nell’elaborazione dei tamponi effettuati ai cittadini. Tutto ciò – hanno aggiunto – aggrava l’indisponibilità di dati su cui si sono basate le decisioni di revoca dei provvedimenti di istituzione della zona rossa. Le misure restrittive adottate hanno avuto una ricaduta pesante, sui territori coinvolti, per i quali non sono state previste forme di sostegno economico, per cui chiediamo con questa risoluzione di non perdere anche l’occasione di aiutare questi Comuni a ripartire da un punto di vista economico”.

Il documento presentato dai consiglieri del centrosinistra chiede che la Regione si faccia carico di predisporre “un progetto complessivo e unitario per aiutare economicamente questi Comuni e i cittadini e non interventi singoli e a spot”. In particolare, con la risoluzione si impegna la Giunta a “garantire ai Comuni ex zona rossa il ristoro delle somme esborsate per le misure di contenimento durante la vigenza dei provvedimenti di zona rossa. Sono piccoli Comuni, delle aree interne e montane, alcuni dei quali hanno subito i due terremoti e la nevicata del 2017 e che ora hanno subito questi provvedimenti restrittivi che hanno comportato per le casse comunali spese per la sanificazione del territorio comunale, l’acquisto di dpi da fornire, a titolo esemplificativo, alle organizzazioni di volontariato, medici di medicina generale, dipendenti comunali e piccoli commercianti, aumento dei costi di smaltimento rifiuti prodotti dai nuclei familiari in cui erano presenti casi di positività al coronavirus o in quarantena preventiva, sbarramenti stradali per l’esecuzione delle misure prescritte dall’ordinanza regionale, al netto delle somme percepite da parte della Protezione Civile nazionale e comunque per intero e con priorità rispetto a eventuali rimborsi concessi agli altri Comuni abruzzesi. Se non si aiuteranno questi Comuni – evidenziano gli esponenti del Pd – difficilmente eviteranno il default”. Inoltre vengono chieste “risorse per le piccole medie imprese aventi sede nei comuni della zona rossa per garantire un sostegno a fondo perduto non inferiore a euro 3.000 a quelle che ne facciano richiesta, al fine di consentire la liquidità necessaria per la ripartenza, in aggiunta ad altre misure eventualmente previste dalla regione, dal Governo o da altri enti di categoria”. Viene anche ritenuto necessario “un sostegno economico a fondo perduto pari a euro 1.000 per i mesi di marzo, aprile e maggio, da destinare alle partite Iva residenti nelle zone rosse regionali che ne facciano richiesta e a predisporre un fondo per destinare 500 euro per nucleo familiare residenti nei comuni della zona rossa”.

Sul fronte sanitario, i consiglieri regionali del centrosinistra ritengono necessario “estendere l’analisi epidemiologica a tutti i comuni della zona rossa o in alternativa a effettuare test sierologici per conoscere la diffusione del contagio nella popolazione locale”. Nella risoluzione viene chiesto anche di intensificare il coordinamento con il Governo nazionale “affinché eventuali misure a sostegno delle zone rosse regionali siano differenziate e calibrate sulle realtà locali; prevedere, nell’ambito di eventuali misure di sostegno regionale per la popolazione, o il sistema produttivo, di cui alla proposta di legge regionale 118, meccanismi premiali o di tutela riservata per quelle residenti o aventi sede nelle zone rosse; creare un fondo rotativo per l’erogazione di mutui privi di tasso d’interesse per le imprese agricole della zona rossa”. Infine, per l’area vestina viene chiesto “di definire una programmazione sanitaria, tuttora mancante per la nostra Regione, che specifichi ruoli e funzioni del presidio ospedaliero San Massimo di Penne, che ha svolto un ruolo importante e centrale per la zona rossa vestina e non solo, nella prospettiva dell’attivazione del Covid hospital presso l’edificio ex Ivap dell’ospedale di Pescara e più in generale all’interno della riorganizzazione regionale della rete ospedaliera, determinandone la qualifica di ospedale di base con pronto soccorso”.

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