Covid-19, test sierologici: scarsa adesione tra i teramani

Covid-19, test sierologici: scarsa adesione tra i teramani

Ha preso il via lunedì 25 maggio l’indagine sierologica del Ministero della salute in collaborazione con la Croce Rossa Italiana per la misurazione della diffusione del virus Covid-19. L’indagine interesserà un campione rappresentativo di circa 150 mila persone selezionate dall’Istat e servirà a determinare la reale estensione dell’epidemia di Coronavirus nel nostro Paese attraverso l’individuazione dei così detti asintomatici, ovvero persone che hanno sviluppato gli anticorpi al virus, anche in assenza di sintomi. Alla Croce Rossa Italiana è stato demandato il compito di contattare i cittadini oggetto dell’indagine per invitarli a sottoporsi al test.

Anche i volontari del Comitato CRI di Teramo sono stati interessati dall’attività e in questi giorni stanno telefonando alle 493 persone residenti nei comuni di Teramo, Canzano, Castellalto, Cermignano ed Isola del Gran Sasso che rientrano nel campione individuato dall’Istat (non è possibile candidarsi né sostituire le persone selezionate dall’Istat). “Purtroppo, così come nel resto del territorio italiano, soprattutto nei primi giorni abbiamo registrato una scarsa adesione all’iniziativa dovuta principalmente a due fattori: da una parte l’idea che la chiamata celasse uno stalker o pubblicità indesiderata, dall’altra una serie di false informazioni circolate soprattutto sui social network” dichiara il presidente del Comitato CRI di Teramo, Fiorenza Di Falco. Finora sono state contattate 318 persone: 97 quelle che hanno aderito all’indagine epidemiologica (30,5%), 34 i dinieghi (10,5%). Gli altri o non hanno risposto, o hanno chiesto tempo per pensarci: saranno richiamati nei prossimi giorni. “Vogliamo rassicurare i cittadini che nei prossimi giorni dovessero ricevere una chiamata, anche sul cellulare, da un numero che inizia con 06.5510: si tratta dei nostri volontari che li contattano per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue”, prosegue la Di Falco.

Proprio nell’intento di rendere facilmente riconoscibile il chiamante, la Croce Rossa utilizza un centralino dal quale passano le chiamate che partono da tutto il territorio nazionale, quindi, anche quando a chiamare sono i volontari CRI di Teramo, ai cittadini comparirà sempre il numero 06.5510. “Teniamo a sottolineare che l’anonimato di chi decide di sottoporsi al test è garantito per tutta la durata dell’indagine. Ad ognuno è assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. La vera identità del soggetto sarà di conoscenza esclusiva del gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgata solo agli enti autorizzati. Ai cittadini verrà, inoltre, chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. Non è obbligatorio sottoporsi al test ma è evidente che una diffusa partecipazione consentirà di valutare meglio la situazione epidemiologica del nostro Paese e fornire agli scienziati uno strumento in più per lo studio del virus”, conclude il presidente Di Falco.

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