Covid 19, vaccini a domicilio: “Asl abbandona 80enni e fragili”

Covid 19, vaccini a domicilio: “Asl abbandona 80enni e fragili”

“Oggi è il 13 aprile e la maggior parte degli ultraottantenni non deambulanti ancora non ricevono nemmeno la prima dose di vaccino”. La denuncia proviene dal Partito democratico di Sant’Omero che, in una nota, punta il dito contro i vertici della Asl di Teramo. “Brucchi e Di Giosia non hanno reso noto quanti ultraottantenni sono stati già vaccinati a domicilio, ma il passaparola corre veloce e in tutta la provincia emerge la stessa apprensione e la stessa attesa. Pare che, tranne coloro che usufruiscono del servizio Adi, tutti gli altri aspettano da due mesi di essere chiamati”. Il Pd santomerese sottolinea le difficoltà dell’operazione (“le dosi sono poche, la vaccinazione domiciliare è necessariamente lenta e l’intera procedura richiede almeno mezz’ora per ogni domicilio”), ma “sono passati ben due mesi ed è inaccettabile”.

“Da parte di politici regionali e direttori scelti dalla politica regionale ci saremmo aspettati maggiore trasparenza, più informazioni e più dati riguardo alla situazione della campagna vaccinale e alla pianificazione da loro messa in atto – proseguono i Dem – Chiediamo a Brucchi e Di Giosia di rendere pubblico il piano di vaccinazione agli ultraottantenni non deambulanti. Quante squadre hanno allestito per la vaccinazione domiciliare? Quanti giorni richiede il piano in base alle risorse allocate per vaccinare tutti gli ultraottantenni non deambulanti? Dopo due mesi, il piano è ancora sulla buona strada o in ritardo? Non è forse ora di coinvolgere i medici di base? Bisognava aspettare due mesi per realizzare che il coinvolgimento dei medici di base è fondamentale per procedere in maniera spedita e capillare? Quanto bisogna ancora attendere prima di riconoscere pubblicamente che la pianificazione di Brucchi e Di Giosia è stata fallimentare?”

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