VIDEO | Covid19, quanti sono i morti reali? A marzo +8,8% in Abruzzo, +13,8% a Teramo

VIDEO | Covid19, quanti sono i morti reali? A marzo +8,8% in Abruzzo, +13,8% a Teramo

In Abruzzo, nel mese di marzo, la mortalità è cresciuta dell’8,8% rispetto alla media degli anni 2015-2019. Nel periodo dal 20 febbraio al 31 marzo l’Istat e l’Istituto superiore di sanità hanno rilevato 1.706 decessi contro i 1.539 in media nello stesso periodo dei cinque anni precedenti. Un aumento di 167 morti che il Covid 19 spiega solo in parte dato che le vittime per coronavirus sono state 64 (il 3,8% del totale). Sono dati che andranno analizzati e ulteriormente approfonditi insieme a quelli del mese di aprile, ma che Istat e Iss hanno diffuso per la prima volta nel rapporto sull’impatto dell’epidemia Covid19 sulla mortalità totale della popolazione residente nel primo trimestre del 2020.

Rimanendo in Abruzzo (regione a media diffusione del virus) le province più interessate dal fenomeno a marzo sono state Pescara e Teramo. Nel territorio aprutino si è registrato un aumento dei decessi del 13,8% rispetto alla media dello stesso mese negli anni 2015-2019. Ma i decessi attribuiti al Covid19 dal 20 febbraio al 31 marzo sono stati (secondo i dati del rapporto) 6, vale a dire solo l’1,3% del totale. Nella provincia adriatica, invece, l’aumento della mortalità a marzo è stata addirittura del 21% e i decessi Covid 44 (il 9,4% del totale).

Considerando il mese di marzo, si osserva a livello medio nazionale una crescita del 49,4% dei decessi per il complesso delle cause. L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710). Il 91% dell’eccesso di mortalità riscontrato a livello medio nazionale nel mese di marzo 2020 si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 37 province del Nord più Pesaro e Urbino. Nelle aree a media diffusione dell’epidemia (35 province prevalentemente del Centro-Nord) l’incremento dei decessi per il complesso delle cause nel periodo 20 febbraio-31 marzo è molto più contenuto (2.426 in più rispetto alla media 2015-2019); il 47% è attribuibile ai morti risultati positivi al Covid-19 (1.151). L’analisi di tutte le cause di morte del 2020, rileva l’Istat, consentirà di valutare quanto l’eccesso di mortalità osservata sia attribuibile anche ai decessi di persone non sottoposte al test ma certificate dai medici sulla base di una diagnosi clinica di Covid-19 (che al momento non sono conteggiate nella sorveglianza) e quanto agli effetti indiretti correlati o non all’epidemia.

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