Lectus da Teramo abbraccia l’intera Regione

Lectus da Teramo abbraccia l’intera Regione

Lectus alla ricerca del “cittadino abruzzese”, un racconto empatico, come lo ha definito il dirigente del servizio regionale Cultura, Giancarlo Zappacosta, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2019/2020 della manifestazione che si è svolta a Teramo alla Biblioteca Delfico. Lectus “esce” da Teramo per leggere dell’Abruzzo anche a Pescara, Chieti e L’Aquila. Un viaggio che coinvolgerà la rete delle biblioteche regionali a partire dalla Biblioteca Delfico di Teramo, che ha presentato il progetto al Ministero dei beni culturali. “Promuovere la lettura attraverso il format originale di Lectus – ha dichiarato la responsabile della Delfico, Nadia Di Luzio – un format ampiamente sperimentato a Teramo e che deve il suo successo alla capacità di coinvolgere un pubblico ampio ed eterogeneo nelle sue maratone di lettura”. Poi, come sempre, Lectus stringerà collaborazioni con le associazioni, i comitati di quartiere, i cittadini per costruire i lettori e gli uditori della manifestazione.

“Cerchiamo il cittadino abruzzese – ha spiegato la curatrice Pina Manente, che insieme al direttore artistico Renato Pilogallo ha dato vita alla manifestazione – quello che come noi abbia voglia di superare gli stereotipi, cambiare punto di vista, rintracciare un’identità comune in una regione dove motivi storici e geografici hanno strutturato confini e divisioni che oggi sono un fardello per la conoscenza e per la crescita culturale e sociale della comunità intera. Partiamo con una riflessione sul Gran Sasso, la montagna che unisce e divide, simbolo di tutte le contraddizioni del terzo millennio: il conflitto fra scienza, spinta all’innovazione e conservazione; il rapporto fra sperimentazione e rispetto dell’ambiente; la diffidenza verso le competenze e i saperi; il senso di onniscienza che spinge tutti a intervenire su tutto”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto: “Lectus è un pezzo di Teramo, ci teniamo a non perderlo e ci piace questo cammino che ci indica portandoci all’incontro e al confronto col resto della regione”.

Lectus nella sua terza edizione si apre ad una nuova dimensione, rinnovandosi: il teatro non sarà più solo Teramo, ma l’intero Abruzzo. Lectus 2019/2020 sarà infatti un viaggio in seno ad una regione dove si fa fatica a rintracciare un’identità comune, una terra segnata da una storia ed una geografia che non hanno favorito lo scambio, il confronto e la condivisione tra i suoi abitanti. Dopo aver esplorato nelle prime due edizioni i temi di resilienza e bellezza, fondamentali per la rinascita e la riscoperta di una terra colpita dalla calamità del terremoto, l’evoluzione più naturale di Lecuts è quella di volgere lo sguardo alla ricerca dell’identità di teramani e abruzzesi, attraverso le sintesi, oltre ogni scissione.

La prima serie di appuntamenti non poteva che avere sede nella città dove Lectus è nato: Teramo. Inseriti nel cartellone del Natale teramano troviamo tre incontri. Si comincia l’11 dicembre, alla Biblioteca Delfico con “Delle pene del Gran Sasso. Scienza, coscienza, Onniscienza”. Il 12 dicembre, alle 18, all’Auditorium di Santa Maria Bitetto, Lectus porta in scena un delitto: quello scritto, e per l’occasione sceneggiato, dallo storico Elso Simone Serpentini: “Due manciate d’onore la storia di Giovanni Mancini, l’uomo che uccise due mogli. Domenica 15 dicembre alle 11, all’Arca di Largo San Matteo, il tema centrale sarà “Economia dell’attenzione. Ovvero della fatica a comprendere i fatti”. L’evento è stato affidato alla creatività, l’ingegno e l’audacia di Wide Open Coworking. Da gennaio alla fine di marzo, Lectus inizia poi il suo viaggio: dapprima a Pescara e a Chieti, per poi chiudere a L’Aquila, che il 6 aprile chiude le manifestazioni del decennale del terremoto.

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