VIDEO | “Destinazione crescita”: a Teramo istituzioni, imprese e finanza a confronto

VIDEO | “Destinazione crescita”: a Teramo istituzioni, imprese e finanza a confronto

Istituzioni e portatori di interesse si sono incontrati a Teramo per un confronto sugli strumenti pubblici e privati a disposizione del mondo dell’impresa e del lavoro. “Destinazione Crescita” è il tema della tavola rotonda organizzata dalla Provincia che si è svolta nella sala consiliare. Ospiti dell’iniziativa la Regione, i rappresentanti di categoria, imprenditori che identificano buone pratiche di rinascita come il Consorzio Atea che ha rivitalizzato il settore pelletteria, i vertici nazionali di Intesa Sanpaolo, l’istituto bancario che ha aperto una linea di credito per i danneggiati dalle mareggiate di novembre: Jacques Moscianese, responsabile degli Affari Istituzionali e Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori. Ad aprire i lavori il presidente della Regione, Marco Marsilio, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Mauro Febbo, e il direttore del Dipartimento Giancarlo De Sanctis hanno illustrato le opportunità di finanziamento dei nuovi bandi regionali. Tre i focus: ricostruzione del tessuto socio economico; ricostruzione del patrimonio culturale; giovani-formazione-innovazione. Tra i saluti istituzionali quelli di Diego Di Bonaventura (Presidente della Provincia di Teramo), Gianguido D’Alberto (Sindaco di Teramo e Presidente ANCI Abruzzo), Lorenzo Leuzzi (Vescovo di Teramo-Atri). La tavola rotonda è stata condotta dal giornalista Antimo Amore (Rai 3 Abruzzo). Tra gli interventi quelli di Dino Mastrocola, rettore dell’Università degli Studi di Teramo; Alessandro Recchiuti, vicepresidente della Provincia di Teramo; Gloriano Lanciotti, presidente Camera di Commercio di Teramo; Cesare Zippilli, presidente Confindustria Teramo; Ezio Iervelli, presidente ANCE Teramo; Francesco Palandrani, presidente Consorzio ATEA.

I DATI DELL’ECONOMIA ABRUZZESE

Le imprese

Secondo le stime dell’Istituto Tagliacarne, in Abruzzo, nel 2018, l’attività economica è cresciuta moderatamente ma sembra in fase di recupero rispetto agli ultimi anni considerando che l’incremento del valore aggiunto è stato dell’1,5%, più contenuto rispetto all’aumento medio nazionale (+1,7%), ma migliore dell’andamento medio rilevato a partire dal 2010. Nel 2018 il fatturato delle imprese industriali, in aumento nel biennio precedente, è lievemente diminuito in termini reali; risultati migliori si sono registrati tra le imprese con maggiore propensione all’export, che hanno beneficiato della crescita degli scambi con l’estero. Gli investimenti hanno registrato un contenuto incremento; le previsioni formulate dagli imprenditori segnalano una stagnazione dell’attività di accumulazione nell’anno in corso. Nelle costruzioni il valore aggiunto è stimato in moderato incremento, in presenza di una ripresa delle compravendite immobiliari e dei bandi per l’esecuzione di lavori pubblici. Nel terziario l’attività produttiva si è indebolita, in particolare nel commercio e nei trasporti, mentre è lievemente cresciuto il numero delle presenze turistiche. La redditività si è mantenuta sui livelli dell’anno precedente e in linea con quelli pre-crisi; ne hanno beneficiato la capacità di autofinanziamento e la liquidità. Anche secondo l’Istat i dati riguardanti le esportazioni confermano che la regione sta attraversando una fase positiva. Nel corso dell’anno 2018 il commercio estero dell’Abruzzo ha visto attestarsi intorno agli 8,7 miliardi di euro il valore delle esportazioni, con un incremento del 3,9% rispetto all’anno precedente (Italia: +3,1). L’export della provincia di Chieti nel 2018 si attesta sui 5.903 milioni di euro, 1,7 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente (var. % 0,0%). Il suo peso sul totale regionale è del 67,6%, 2,6 punti percentuali in meno nel confronto con il 2017. L’export della provincia di Teramo nel 2018 si attesta sui 1.421 milioni di euro in aumento rispetto all’anno precedente del 4,4%. Il suo peso sul totale regionale è del 16,3%, 0,1 punti percentuali in più nel confronto con il 2017. Il tasso di propensione all’export, inteso come rapporto tra esportazioni e valore aggiunto, è del 21,2%, l’apertura provinciale al commercio estero (rapporto percentuale tra la somma di esportazioni e importazioni e il valore aggiunto) è del 34,4%, in sensibile miglioramento rispetto all’anno precedente. A livello di macrosettori è la metalmeccanica ed elettronica a detenere la maggior quota dell’export provinciale (32,9%), seguono la chimico-farmaceutica e gomma e plastica (21,2%), il settore moda (20%) e l’agro-alimentare (10%). L’export della provincia di Pescara nel 2018 si attesta sui 799 milioni di euro in aumento rispetto all’anno precedente del 44,4%. Il suo peso sul totale regionale è del 9,2%, 2,6 punti percentuali in più nel confronto con il 2017. L’export della provincia dell’Aquila nel 2018 si attesta sui 603 milioni di euro in aumento rispetto all’anno precedente del 2,7%. Il suo peso sul totale regionale è del 6,9% in calo di 0,1 punti percentuali nel confronto con il 2017.

Il mercato del lavoro

L’occupazione è ulteriormente aumentata, nonostante la flessione registrata nella seconda parte dell’anno. È proseguita la lenta ripresa dell’occupazione giovanile. Il tasso di disoccupazione è diminuito, anche tra i lavoratori più giovani, dove rimane tuttavia su livelli significativamente più elevati di quelli pre-crisi. Sono tornate a crescere le assunzioni a tempo indeterminato e le stabilizzazioni di contratti a termine. Nel 2018 in Abruzzo le forze di lavoro ammontano a 559.000 unità, circa 3.000 in più rispetto al 2017 (dodici mila in più rispetto al 2008). In termini percentuali, la regione ha fatto segnare un incremento dello 0,5% sostanzialmente in linea con quanto avvenuto a livello delle regioni centro-settentrionali, lievemente superiore allo 0,2% me-dio nazionale e decisamente superiore rispetto al -0,4% dell’area meridionale.

Innovazione

Un dato significativo riguarda la propensione all’innovazione. Abruzzo, Basilicata e Marche sono le regioni italiane che negli ultimi 8 anni sono cresciute maggiormente dal punto di vista dell’innovazione. A certificarlo è il ‘Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2019’ che, attraverso un complesso sistema di punteggi, analizza le performance delle circa 240 regioni dell’Unione e di quelle di Norvegia, Serbia e Svizzera. L’Italia è 18° su 28 Paesi Ue ed è considerata un “innovatore moderato”. Nel report della Commissione, tuttavia, spiccano Abruzzo (+15,3%), Basilicata (+15%) e Marche (+12,9%). Le tre regioni sono addirittura fra le prime 30 in Europa per quanto riguarda la percentuale di fatturato delle Pmi derivante dall’immissione sul mercato di nuovi prodotti.

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