Economia: in Abruzzo oltre 800 imprese in meno nel primo trimestre 2020

Economia: in Abruzzo oltre 800 imprese in meno nel primo trimestre 2020

Dall’analisi della Camera di Commercio di Teramo relativa alla demografia imprenditoriale nel primo trimestre del 2020 emergono dati negativi per le imprese italiane e abruzzesi. Quasi 30mila imprese in meno nei primi tre mesi del 2020 in Italia contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale. Si tratta di un dato che evidentemente si riflette anche a livello territoriale e settoriale. Gli effetti conseguenti allo stato di eccezionalità in cui l’economia reale si sta muovendo appesantiscono il risultato di un bilancio che nei primi tre mesi dell’anno chiude sempre in rosso per effetto delle chiusure comunicate sul finire dell’anno precedente.  Il trend che caratterizza la demografia imprenditoriale in Abruzzo  ricalca nei segni e nelle intensità il dato medio nazionale. Nel corso del primo trimestre a fronte di 2.515 iscrizioni si sono registrate 3.319 cessazioni con un saldo di – 804 imprese ed un tasso di crescita pari a – 0,54% (- 0,50% la media nazionale). Disaggregando l’analisi per provincia i risultati peggiori del saldo demografico si riscontrano per le province di Chieti (- 297 imprese) e Teramo (-255 unità) con valori negativi del tasso di crescita ben superiori alla media nazionale (Teramo – 0,71%, Chieti -0,66%). Particolarmente critica in Abruzzo l’evoluzione delle imprese artigiane.  Nel corso del primo trimestre del 2020 continua l’emorragia delle imprese attive; a fronte di 528 nuove iscrizioni si sono registrate ben 937 cessazioni per un saldo di – 409 imprese. Il tasso di crescita si posiziona a – 1,38% rispetto a – 0,84% del dato medio nazionale, che posiziona l’Abruzzo al quart’ultimo posto nella graduatoria delle regioni italiane. La dinamica a livello territoriale penalizza in modo particolare la provincia di Teramo con un saldo negativo di 138 imprese ed un tasso di crescita del – 1,79%, che posiziona la provincia aprutina agli ultimi posti della graduatoria nazionale. Saldi negativi anche per le altre province con un minimo di Pescara (- 1,20% il tasso di crescita), seguita da Chieti (- 1,22%) e L’Aquila (- 1,30%). Nel corso del primo trimestre dell’anno la provincia aprutina ha risentito in maniera più marcata delle difficoltà che interessano l’economia nazionale. Un tasso di crescita negativo (- 0,71%) ben superiore alla media regionale  (- 0,54%)  e nazionale (- 0,50%), dovuto prevalentemente all’evoluzione delle Ditte individuali, che presentano un saldo di – 232 unità, seguite dalle Società di persone (- 55 unità), perdite solo in parte mitigate dalla positività del saldo delle Società di capitale (+ 37 imprese). Prosegue il drastico ridimensionamento dello stock imprenditoriale delle imprese artigiane, in una provincia che si caratterizza per i più alti indici di artigianalità in Italia. Nel primo trimestre le iscrizioni di nuove attività artigiane sono state pari a 136 unità a fronte di  274 cessazioni, che ha determinato un saldo di – 138 imprese. Come già detto in precedenza, il relativo indice di crescita pari a – 1,79% pone Teramo tra le ultime province italiane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *