Emergenza Covid19, D’Amario: “A giugno torneremo alla normalità”

Emergenza Covid19, D’Amario: “A giugno torneremo alla normalità”

“Dopo la fase dell’urgenza, da cui siamo usciti, adesso siamo nella fase della programmazione, così come ci viene richiesto dalle linee guida ministeriali. Il percorso è ancora lungo ma iniziamo a vedere la luce”: è quanto ha dichiarato l’assessore regionale Nicoletta Verì questa mattina in audizione nella Commissione sanità. L’assessore ha riepilogato anche come sono stati impiegati i 30 milioni di euro ricevuti dal Governo: 5.480.000 euro per il personale e gli straordinari, 2.192.000 euro per il reclutamento professionale, 5.261.000 euro per le strutture private accreditate o autorizzate, 3.507.000 euro per l’utilizzo del personale accreditato, 14.467.000 euro per il personale delle Usca. Un ulteriore contributo pari a poco più di 1.096.000 di euro la Regione lo ha ricevuto come anticipo dei fondi dell’articolo 20 per opere di edilizia sanitaria. L’importo è stato suddiviso in parti uguali tra le quattro Asl provinciali.

Altri dati hanno riguardato il dettaglio della spesa del personale: assunti 76 medici, 181 infermieri, 91 operatori socio-sanitari, 13 collaboratori professionali, 62 operatori tecnici e autisti del comparto sanità. Estesa l’indennità di malattie infettive a tutto il personale. “E’ inoltre in corso la definizione di una premialità – ha spiegato la Verì – per le mensilità di marzo ed aprile in favore del personale sanitario che verrà diviso in due fasce: fascia “A” pari ad una premialità di 40 euro l’ora; fascia “B” pari ad una premialità di 20 euro l’ora. Si tratta di fondi regionali”. E sulla gestione dei malati nei prossimi mesi la Verì ha parlato della “realizzazione di una rete che non si basa solo sull’ambito ospedaliero ma anche quello territoriale con l’istituzione delle Usca e di una serie di cure domiciliari”.

In Commissione è intervenuto anche il direttore del dipartimento Salute della Regione, e membro della task force nazionale, Claudio D’Amario: “In Abruzzo – ha detto – dobbiamo realizzare una rete per l’assistenza covid che forse ricalcherà la rete dei dispensari realizzata nel dopoguerra per le malattie tubercolari. Tra il settore più a rischio per la salute e la ripartenza c’è quello dei trasporti. Siamo aiutati dalle chiusure delle scuole ma la mobilità rappresenta il vero rischio per la nostra regione”. Per D’Amario “il sud ed anche l’Abruzzo hanno retto bene l’ondata covid perché avevano mantenuto in piedi la rete delle malattie infettive. Inoltre abbiamo rilevato che le grosse concentrazioni di malati si sono registrate nelle città metropolitane dove sono più frequenti scambi e contatti. Questo spiega perché l’area metropolitana di Pescara sia più colpita rispetto all’Abruzzo interno”.

Sulla rete per l’assistenza Covid ha aggiunto che “va presentata al Governo che poi la dovrà finanziare e prevederà posti attivi e posti attivabili. Serve un’offerta equa e distribuita su tutto il territorio regionale, una rete tempo-dipendente per tutti gli abruzzesi. E’ una grande occasione per ridiscutere tutta la rete dell’assistenza territoriale regionale”. Infine D’Amario ha fatto una previsione sull’evoluzione del virus: “Per giugno torneremo alla normalità, anche se la patologia non scomparirà del tutto e dovremo conviverci per almeno un anno e mezzo. Spero che siano i farmaci la cura per il covid e non necessariamente il vaccino che ha tempi lunghi di produzione e soprattutto di somministrazione”.

Paolucci (Pd): “La Regione non ha un piano per la fase 2”

“Le audizioni di stamane in Commissione sulla gestione sanitaria dell’emergenza Covid sono state deludenti, perché l’Esecutivo non ha presentato alcun piano sulla sanità per accompagnare l’Abruzzo alla ripresa”, così il capogruppo regionale PD Silvio Paolucci. “E’ stato persino teorizzato che il programma in sede di emergenza addirittura non serva, anche se la mancanza l’abbiamo già pagata cara con il ritardo estremo denunciato dai sindaci, dai cittadini e dagli operatori sanitari: nella rilevazione e gestione dei tamponi, con l’inesistenza di una programmazione degli investimenti e della riorganizzazione dei servizi territoriali, per arrivare persino alla scarsità di dispositivi di protezione. Noi ci aspettiamo di avere questo programma, perché l’uscita dalla pandemia deve assolutamente prevedere una rete di protezione e sorveglianza sanitaria in grado di accompagnare e supportare la comunità a un regime di vita il più normale possibile, non di emergenza. Staremo attenti – aggiunge Paolucci – che non si ripeta quello che è accaduto con la Cassa integrazione in deroga, oggi grazie anche alle nostre battaglie e denunce ci è stato detto che è stato processato l’86% delle domande, ma saremo vigili finché le spettanze non arriveranno ai lavoratori abruzzesi, che purtroppo sono fra gli ultimi in Italia a riceverle”. Conclude Paolucci: “Non possiamo permetterci di tornare in fase 1, senza una rotta sicura e una lista solida di cose da fare eliminare questo rischio non sarà possibile e anche se oggi la Regione accoglie Claudio D’Amario come direttore del Dipartimento Sanità, la struttura resta ancora priva dei dirigenti di settori strategici e di questo la maggioranza continua a non preoccuparsene”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *