VIDEO | Emergenza Covid19: Di Giosia respinge le critiche sulla Asl di Teramo

VIDEO | Emergenza Covid19: Di Giosia respinge le critiche sulla Asl di Teramo

Una lunga e dettagliata lettera aperta vergata dal Direttore generale facente funzioni della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, ricostruisce quanto accaduto all’ospedale “Mazzini” di Teramo, focolaio di decine di contagi tra pazienti e personale sanitario risultati positivi al coronavirus. Reparti critici Oncologia e Medicina. Di Giosia, inoltre, illustra tutte le misure adottate per fronteggiare l’emergenza e le azioni intraprese a favore del personale. Ma l’intervento vuol essere anche una risposta alle critiche da più parti ricevute, dal fronte politico e istituzionale, sulla gestione dell’emergenza, chiudendo la strada all’ipotesi di nominare un “super consulente” per una gestione sanitaria commissariale. “La Direzione Strategica e l’Unità di Crisi – scrive Di Giosia – seguono con interesse e attenzione le sollecitazioni degli enti locali e quindi i sindaci dei vari Comuni della provincia, delle parti sociali e quindi tutte le organizzazioni sindacali e delle associazioni di volontariato e dei comitati, per l’impegno, la vicinanza, e anche le critiche costruttive che puntualmente ci fanno arrivare. Anche queste sono modalità di partecipazione – osserva il dg della Asl – sempre preziose soprattutto in questa fase in cui tutti siamo concentrati nelle azioni e nella responsabilità di salvaguardare la salute dei nostri cittadini e di proteggere i nostri professionisti. Davanti a una pandemia, a un’emergenza sanitaria di queste proporzioni – prosegue Di Giosia – vorrei innanzitutto ringraziare i professionisti che sono in prima linea, i medici, gli infermieri, le ostetriche, i farmacisti, gli Oss, i tecnici e tutti gli operatori della ASL di Teramo per l’impegno e il senso di grande responsabilità che in questi giorni e in queste ore stanno dimostrando”.

I contagi

Di Giosia ricostruisce quanto accaduto nei reparti di Oncologia e Medicina del “Mazzini” di Teramo. In Oncologia “un paziente ricoverato dal 5 al 10 marzo asintomatico, il 12 ha sviluppato i primi sintomi. E’ stato eseguito subito il tampone. Il 14 marzo dal referto risultava positivo. Un medico e un infermiere del reparto hanno manifestato sintomi il 15 marzo, il 20 sono stati effettuati i tamponi a tutto il personale di reparto e a tutti i pazienti. I referti hanno confermato la positività per 14 infermieri, 2 medici e 8 pazienti. Oggi si completa il trasferimento degli ultimi pazienti ad Atri e seguirà la sanificazione del reparto. Va altresì evidenziato – spiega Di Giosia – che il Day Hospital Oncologico è rimasto sempre aperto, e le attività assistenziali sono costantemente assicurate da personale con tampone negativo”.

Per quanto riguarda la Medicina Uomini “il paziente che era stato dimesso il 12 dal reparto di Oncologia, è stato ricoverato dal Pronto Soccorso il 13 marzo in Medicina senza presentare sintomi direttamente o indirettamente da COVID-19. Non appena saputo dei casi positivi in Oncologia è stato richiesto ed eseguito il tampone anche se il paziente era asintomatico. Accertata la sua positività nella sera di domenica 22 ore 18, alle ore 21 il paziente veniva immediatamente trasferito presso il Presidio Ospedaliero di Atri. Lunedì 23 sono stati effettuati i tamponi a tutti i pazienti e a tutti gli operatori. Sono stati potenziati i dispositivi di protezione individuale a disposizione di tutti gli operatori. In queste ore si sta ultimando il trasferimento degli ultimi pazienti ad Atri, solo un paziente è stato trasferito nelle Malattie Infettive di Teramo. A completamento della sanificazione sarà possibile riaprire il reparto. Purtroppo il paziente asintomatico e problemi strutturali hanno favorito il contagio”.

Passando alla situazione in Medicina Donne “3 pazienti risultati positivi sono stati trasferiti immediatamente ad Atri e le tre camere stanno per essere bonificate comprese tutte le aree comuni. I referti hanno confermato la positività per 4 infermieri, 4 Oss e 3 medici di cui il 50% asintomatici”.

Misure adottate per la gestione dell’emergenza Covid-19

Tamponi

“A seguito dell’elevato carico di attività dei Laboratori di Pescara – informa il dg della Asl di Teramo – di recente abbiamo attivato la collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Teramo per eseguire i test diagnostici SARS-COV-2 per la ricerca del coronavirus, e quindi in questi giorni sono stati eseguiti oltre 1350 tamponi dalla ASL Teramo già refertati, con una media di circa 220 tamponi al giorno. E’ evidente che eseguendo anche tanti tamponi si registrano numeri importanti di positivi, la nostra organizzazione ci consentirà di potenziare ulteriormente il numero dei tamponi per soddisfare le rilevanti esigenze per i pazienti ricoverati, per le persone sul territorio, per i dipendenti e le persone decedute. La nostra ASL – sottolinea Di Giosia – con i distretti territoriali e i quattro presidi ospedalieri rappresenta una grande infrastruttura pubblica in grado di intercettare il bisogno di salute e di assicurare il servizio di prevenzione, sorveglianza, profilassi, cura ed assistenza ai pazienti COVID positivi, con percorsi dedicati “Hospital COVID” di Atri, e assicurare contestualmente tutte le urgenze delle discipline mediche e chirurgiche”.

Unità di Crisi

“L’Unità di Crisi – spiega Di Giosia – è stata attivata in osservanza dell’ordinanza n. 3 del presidente della Giunta Regionale Abruzzo (verbale CREA) per monitorare la sorveglianza, la prevenzione e il trattamento delle infezioni da SARS-Cov-2. L’Unità di Crisi aziendale, formalmente istituita, di supporto alla Direzione Generale per gli aspetti organizzativi e gestionali, è coordinata dal direttore generale o suo delegato e assume funzioni di responsabilità e coordinamento delle attività previste in ambito aziendale. E’ composta da professionisti con riconosciute capacità e competenze professionali tecnico-sanitarie e soprattutto, ribadisco, composta nella quasi totalità da medici, basa le proprie proposte e scelte collegiali sull’analisi continua dei dati epidemiologici della pandemia, assicura il monitoraggio clinico assistenziale con interventi e azioni organizzative dinamiche e in continua evoluzione”.

Posti letto

“In accordo con la Regione Abruzzo – riferisce Di Giosia – nell’ospedale COVID di Atri sono stati aumentati i posti di Terapia Intensiva (fino ad 11) ed i posti letto di medicina COVID (fino a 70). Da lunedì saranno attivi presso il terzo lotto di Teramo ulteriori 12 posti di terapia intensiva per pazienti COVID. Nei presidi no COVID prosegue la rimodulazione organizzativa con accorpamento e riduzione dei posti letto delle aree mediche e chirurgiche per recuperare personale da poter utilizzare per l’emergenza. A Teramo sono assicurate tutte le urgenze per le discipline Cardio-Toraco-Vascolari e Neurochirurgiche, eccellenze di riferimento per tutta la rete regionale con percorsi COVID dedicati”.

DPI

“Siamo costantemente impegnati nell’affrontare l’altra emergenza nazionale, quella dei DPI – Dispositivi di Protezione Individuale – per i nostri operatori e per i pazienti (tute, mascherine FFP2, FFP3, camici, visiere ed occhiali protettivi), non solo a livello nazionale e con la Protezione Civile, ma anche a livello internazionale per fronteggiare il fenomeno di pirateria che purtroppo imperversa nelle frontiere”, afferma il direttore generale Asl.

USCA

“Nella prossima settimana, con modalità progressiva, saranno operative le quattro USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) – fa sapere Di Giosia – Medici e infermieri si recheranno al domicilio dei pazienti positivi al Coronavirus che non necessitano di ricovero ospedaliero per assicurare la continuità assistenziale in rete con i medici di medicina generale. Il servizio assicura il rapporto di una Unità speciale ogni 50.000 abitanti – prosegue Di Giosia – sono attive sette giorni su sette, dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Nella giornata di ieri è stato programmato il primo incontro presso l’aula convegni dell’ospedale “Mazzini” con medici e infermieri per illustrare le modalità organizzative, gli strumenti informatici per condividere i flussi dei dati sanitari. La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla formazione e all’addestramento, il personale infermieristico ha illustrato le fasi della vestizione e svestizione con il corretto utilizzo dei Dispositivi Individuali di Protezione”.

Percorsi di sicurezza

“Per impedire l’accesso diretto alle Unità Operative dei presidi ospedalieri, attraverso la squadra antincendio, sono state chiuse tutte le entrate secondarie – rende noto Di Giosia – Per il carico e scarico si può accedere solo a chiamata. Restano aperte solo le entrate del lotto I, lotto II e Pronto Soccorso, costantemente sorvegliate da addetti alla vigilanza. Per limitare l’afflusso di persone, le attività del servizio posta e di pedonaggio sono state centralizzate, gli addetti alla vigilanza monitorano e limitano l’afflusso di persone al bar, con la stessa ditta è stata pianificata la sanificazione esterna delle zone di passaggio barelle fino all’area calda del Pronto Soccorso che si aggiungono ai punti di pre-triage già attivi”.

Protocolli e procedure

“Sono stati adottati percorsi e protocolli specifici per le emergenze ictus e cardio-vascolari – dichiara Di Giosia – per le radiologie, per i laboratori e per i servizi trasfusionali e sono in fase di ultimazione quelli dell’area materno-infantile”.

Potenziamento organici

“Sono state esperite tutte le forme consentite di reclutamento di personale, compreso lo scorrimento delle graduatorie a tempo indeterminato dove era possibile, ma con scarsi risultati”. Di Giosia fa sapere, ad esempio, che “nello scorrimento di quella per infermieri a tempo indeterminato per 44 unità, solo quattro ad oggi hanno stipulato il contratto a partire da aprile”. LA ASl è riuscita a “fronteggiare la carenza grazie al personale somministrato”. Per il personale medico, “neanche l’ombra – dice Di Giosia – di infettivologi, anestesisti, pneumologi. Di contro siamo riusciti a potenziare il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, preposto alla sorveglianza sul territorio, con l’assunzione straordinaria di 5 dirigenti medici, nonché di tecnici per il potenziamento dei servizi deputati all’adeguamento logistico-strutturale dei presidi alle necessità assistenziali di Emergenza COVID e per la messa in sicurezza delle aree no COVID”.

Istituti contrattuali

“Si è già provveduto ad includere il personale addetto alle attività COVID 19 tra i destinatari della indennità di malattie infettive prevista dal CCNL del comparto e a comunicare alla Regione sia l’inclusione, sia il convincimento che detta indennità si aggiunga a quella di terapia intensiva per gli operatori addetti alle terapie intensive e sub intensive COVID – dichiara Di Giosia – Con la medesima nota si è tornato a richiedere la possibilità di inserire i Pronto Soccorso ed il servizio 118 tra le Unità Operative di terapia sub intensiva soprattutto in considerazione dell’attuale momento emergenziale”.

Il direttore generale della Asl di Teramo conclude: “In questo momento storico l’imperativo è che non c’è adattamento possibile e sostenibile se non si arresta il contagio. Tutti insieme lavoriamo a questo. A fronteggiare qui ed oggi l’emergenza con l’apporto di tutti. A ricominciare – da oggi – a costruire percorsi nuovi di miglioramento continuo delle strategie organizzative. L’Azienda – chiosa Di Giosia – si stringe intorno ai malati, ai dipendenti ed alla cittadinanza tutta che in questi giorni sono sottoposti a prove onerose e difficili”.

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