VIDEO | False assunzioni per i permessi di soggiorno: arrestato commercialista di Sant’Egidio

VIDEO | False assunzioni per i permessi di soggiorno: arrestato commercialista di Sant’Egidio

False assunzioni di cittadini extracomunitari per ottenere permessi di soggiorno. Un’altra inchiesta della Guardia di Finanza comandata dal colonnello Gianfranco Lucignano, condotta dalla compagnia di Giulianova, scoperchia il sistema per aggirare le leggi sull’immigrazione. Finisce nuovamente in manette Francesco Aquilani, commercialista di Sant’Egidio alla Vibrata, già arrestato per fatti analoghi nel 2011 e sottoposto a processo. Il professionista vibratiano si trova ai domiciliari. Ma le indagini, partite oltre un anno fa e coordinate dal pm Stefano Giovagnoni, hanno portato alla denuncia di ben 94 persone, tra cui un avvocato teramano, 80 extracomunitari di nazionalità tunisina, marocchina e bengalese, e gli amministratori di otto società coinvolte. Tutti sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falsità ideologica, emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta. Ai soggetti coinvolti, inoltre, sono stati sequestrati 90.000 euro quale provento di truffa ai danni dello Stato.

Aquilani, con l’aiuto dell’avvocato complice, sarebbe riuscito ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno di 80 extracomunitari mediante la redazione di falsa documentazione riferibile a contratti di lavoro e buste paga riconducibili a fittizi rapporti lavorativi con tre aziende, costituite ad hoc e di fatto inesistenti. Con la falsa documentazione in mano, gli extracomunitari si recavano agli sportelli unici per l’immigrazione per richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Inoltre è emerso che alcuni falsi lavoratori sono riusciti anche ad ottenere erogazioni pubbliche a sostegno del reddito (quali Aspi, Naspi e maternità) per un importo di oltre 55.000 euro (parte della somma sequestrata dalla Finanza).

Le tre aziende fittizie, di cui una riconducibile allo stesso Aquilani, sono servite anche ad alimentare un giro di fatture per operazioni inesistenti, per un totale di 340 mila euro, che venivano annotate in contabilità da cinque aziende riconducibili nella titolarità o nella gestione allo stesso professionista. Aquilani è stato anche denunciato per esercizio abusivo della professione, avendo esercitato l’attività di consulente del lavoro ed esperto contabile senza essere iscritto ai rispettivi albi professionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *