VIDEO | Fase due, Api Teramo: “Pronti a ripartire con nuove misure di sicurezza”

VIDEO | Fase due, Api Teramo: “Pronti a ripartire con nuove misure di sicurezza”

L’Api Teramo scrive ai vertici istituzionali e politici locali e regionali per sollecitare l’inizio della fase due e dare il via libera alla riapertura delle imprese, soprattutto quelle medio-piccole che stanno soffrendo la prolungata chiusura a causa del coronavirus. Tanto che, per molte di loro, la paura è quella di non riuscire a ripartire. “Vogliamo davvero aspettare che anche le piccole imprese chiudano o falliscano per vedere riconosciuto il contributo che le stesse danno all’intero Paese?”, domanda in apertura della lettera il presidente dell’Api Teramo, Alfonso Marcozzi. I rischi concreti sono il blocco della creazione della ricchezza, la scomparsa del lavoro per dipendenti e imprenditori, l’esplosione della “bomba” del disagio sociale.

“In questo momento vi è tanta confusione nel far ripartire le attività produttive – afferma Marcozzi – Ci sono grandi industrie che stanno riaprendo i cicli produttivi, mentre le piccole imprese sono le più penalizzate dal punto di vista economico e delle attività, e sono oramai, dopo lo stop forzato, ad un passo dalla chiusura definitiva. Sta creando sconcerto – prosegue il presidente Api Teramo – la notizia che alcune industrie, anche non funzionali ad assicurare la continuità delle attività non sospese, riavvieranno la produzione sulla base delle autorizzazioni rilasciate dai Prefetti. Nomi importanti del made in Italy, operanti in prevalenza nel comparto del lusso, godrebbero di una autorizzazione specifica per riavviare l’attività. Se le grandi riaprono, le piccole stanno al palo con problemi che di giorno in giorno di fanno più pressanti. Non è giusto – aggiunge Marcozzi – che le nostre piccole imprese, operanti con i gruppi internazionali che hanno riaperto, non possono produrre e pertanto sono destinate alla chiusura; atteso che l’approvvigionamento verrà comunque fatto attraverso altri canali internazionali”. Troppa disparità di opportunità tra aziende: “Le nostre piccole imprese, a differenza dei grandi gruppi, non hanno la forza per poter costituire società specifiche per singoli codici ATECO così da garantirsi la possibilità di aprire in deroga alle norme – spiega Marcozzi – non hanno la forza di poter contattare illustri virologi, per chiedere loro di essere sponsor per la riapertura in deroga; però hanno la forza, e lo stanno facendo con grossi sacrifici, ad attrezzare gli spazi di lavoro nel rispetto di tutte le misure di scurezza. Basterebbe visitare i loro opifici – invita il presidente dell’associazione – per constatarne l’adeguatezza in termini di spazi e misure anti-contagio. D’altronde la lettera c), art. 1, comma 1, D.P.C.M. del 22 marzo 2020 consente la prosecuzione delle attività produttive vietate se organizzate in modalità a distanza o di lavoro agile. Ci rendiamo conto che detta verifica non si presenta agevole per le aziende private, è proprio qui che dobbiamo fare un grosso sforzo di assunzione di responsabilità”.

Le imprese sono pronte a fare la loro parte: “Con grande senso di responsabilità API Teramo è consapevole che l’indispensabile accelerazione della riapertura delle attività economiche, per la loro stessa sopravvivenza, non può non essere abbinata alla necessità di implementare nuove misure di sicurezza nei luoghi di lavoro, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, fondate su solide basi medico-scientifiche. Siamo immediatamente disponibili a sottoscrivere un protocollo integrativo con tutte le sigle sindacali in continuità con il protocollo nazionale sottoscritto il 14 marzo 2020”, garantisce Marcozzi che conclude: “Qualcuno continua a dire che le aziende sono state nel passato, e anche oggi, poco responsabili: ogni punto di vista è lecito, ma non sempre corrisponde alla realtà. Ogni giorno vediamo le nostre persone in prima linea non per il profitto, ma per il lavoro, il lavoro che è di tutti e non di pochi. Abbiamo raccolto in questi anni centinaia di casi che testimoniano un impegno concreto, magari poco raccontato, per l’ambiente, le persone, i territori. Vogliamo riaprire con slancio e sicurezza”.

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