Fusione Camere commercio: L’Aquila diffida la Regione e attacca Teramo

Fusione Camere commercio: L’Aquila diffida la Regione e attacca Teramo

Alta tensione tra le Camere di commercio di Teramo e L’Aquila sul tema della fusione che le vede su posizioni contrapposte. Il 30 dicembre, infatti, l’ente camerale aquilano ha intimato e diffidato la Regione Abruzzo “a dare corso, con effetto immediato, ponendo fine al grave ed ingiustificato ritardo finora accumulato, alle iniziative di sua competenza”. L’Aquila preme per completare l’iter di fusione con il decreto relativo della Regione, riservandosi “di attivare ogni ulteriore iniziativa, anche in sede giurisdizionale, anche nei confronti della Camera di Commercio di Teramo, a tutela dei propri diritti, anche di natura risarcitoria”. Un attacco al quale risponde il presidente dell’ente camerale teramano, Gloriano Lanciotti, che ribadisce la necessità di attendere la sentenza della Corte Costituzionale, prevista per l’8 aprile, sui ricorsi presentati da diverse Camere di commercio contro la riforma del Ministero dell’Economia. “Siamo meravigliati dai toni e dai contenuti della diffida – dichiara Lanciotti – Sono poco consoni alla salvaguardia dell’armonia dei rapporti istituzionali tra i due enti”.

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