Giulianova, approvato tra le polemiche il “Daspo Urbano”

Giulianova, approvato tra le polemiche il “Daspo Urbano”

Passa il Daspo Urbano in consiglio comunale a Giulianova, con quattrodici voti favorevoli e tre contrari al termine di una votazione che, con i si della Lega e di Idea, ha sancito anche il ricompattamento del centrodestra giuliese.

È stato però un consiglio comunale molto acceso, con un’aula consiliare affollata, la presenza di agenti delle forze dell’ordine e tanti rappresentanti del movimento anarchico, del campetto occupato e del gruppo ultras del Giulianova Calcio, gli organizzatori, di fatto, della manifestazione contro il Daspo Urbano che si è svolta il 15 febbraio coinvolgendo diverse realtà cittadine.

L’assessore Marco Di Carlo ha illustrato il nuovo regolamento della Polizia Urbana specificando che l’amministrazione ha voluto migliorare quello del 1952 con 24 articoli che riguardano sicurezza, qualità dell’ambiente urbano, salvaguardia del verde, occupazione del suolo pubblico, tutela della quiete e il commercio sulle aree pubbliche.

“Nel redigere il nuovo regolamento – ha dichiarato Di Carlo – abbiamo recepito una legge nazionale, il decreto legge 14 del 2017 di Minniti, per garantire la sicurezza nelle zone sensibili della città”.

Dura la critica dell’opposizione, con il capogruppo del “Cittadino Governante” Franco Arboretti che ha definito repressivo questo nuovo regolamento, evidenziando come Giulianova sia stata da sempre una città inclusiva e attenta al welfare e dichiarando come attraverso il Daspo Urbano si colpiscono e si limitano le libertà individuali delle persone più deboli. “La nostra città ha bisogno di coesione sociale e convivenza civile: restiamo umani” queste le parole di Arboretti.

Il sindaco Costantini al momento non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla discussione in consiglio che lo ha visto, come da previsione, oggetto di pesanti critiche da parte dell’opposizione.

Il primo cittadino ha così telegraficamente commentato: “Si è scritta la pagina più brutta di questo confronto pubblico”.

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