Giulianova, il coronavirus non ha colpito la Piccola Opera Charitas

Giulianova, il coronavirus non ha colpito la Piccola Opera Charitas

Il Coronavirus non è mai entrato nella Piccola Opera Charitas. La salute dei pazienti e degli operatori è stata messa sotto tutela grazie ad un rigoroso protocollo sanitario. Lo rende noto un comunicato stampa della struttura assistenziale di Giulianova. “Abbiamo agito d’anticipo e prima ancora della delibera con cui il presidente regionale ha recepito il DPCM di marzo abbiamo chiuso la struttura all’esterno e adottato le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per la prevenzione del COVID-19 nelle strutture socio sanitarie – dice Mimmo Rega, presidente della fondazione Piccola Opera Charitas – tutti gli operatori sono stati dotati dei dispositivi di protezione personale, mascherine, camici, guanti e calzari, abbiamo aperto il triage per il controllo in ingresso e per rafforzare ulteriormente la sicurezza, nella vita fuori dal centro il personale ha seguito un attento protocollo di distanziamento sociale”.

Il Coronavirus ha cambiato le abitudini del centro di riabilitazione, ma al tempo stesso ha messo alla prova la buona organizzazione della struttura che ospita al momento cento pazienti disabili fisici, psichici e sensoriali. “Abbiamo messo in campo dedizione, competenza e amore e nella gestione dell’emergenza abbiamo sfruttato al massimo la tecnologia – aggiunge Rega – grazie ad un gruppo creato appositamente su Whatsapp ho continuato ad avere un rapporto diretto con tutti i dipendenti in modo da dare e ricevere informazioni in maniera efficace e rapida. Abbiamo anche curato l’informazione con le famiglie dei pazienti attraverso l’attivazione di videochiamate. Il dialogo con loro è stato e continua ad essere costante”. Nella struttura hanno continuato ad operare medici, infermieri, assistenti sociali e psicologi che hanno supportato quotidianamente pazienti ma soprattutto il personale, mentre gli specialisti hanno assicurato assistenza da casa in videocollegamento. La Piccola Opera ha anche continuato ad offrire pasti ai poveri grazie al servizio mensa gestito dai volontari e a dare risposte ai bambini con disturbo dello spettro autistico per i quali ha attivato il servizio di telemedicina. 

“Ora ci prepariamo a riaprire alcune delle attività di assistenza che erano state sospese, in sinergia con le nostre ASL di riferimento e in attesa di ulteriori disposizioni regionali, senza tuttavia abbassare la guardia – prosegue Rega – Il Consiglio di direzione, riunito via Skype, ha già esaminato il nuovo Rapporto ISS COVID-19 per le strutture residenziali sociosanitarie. Stiamo già lavorando per implementare ulteriori strategie e procedure per prevenire il contagio, che comprendono anche misure relative alla formazione e all’addestramento degli operatori. Continueremo a tenere alta l’attenzione e tutto il personale sanitario e non – conclude la nota – seguiterà a rispettare le precauzioni per proteggere i nostri adorati ragazzi”.

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