Il 24 agosto di 3 anni fa il sisma che distrusse Amatrice e Accumoli colpendo l’intero Centro Italia

Il 24 agosto di 3 anni fa il sisma che distrusse Amatrice e Accumoli colpendo l’intero Centro Italia

Erano le 3:36 del 24 agosto 2016 quando il Centro Italia fu nuovamente sconvolto da un terremoto di magnitudo 6.0 con epicentro lungo la valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli (in provincia di Rieti) e Arquata del Tronto (in provincia di Ascoli Piceno).

Il simbolo della distruzione, però, fu Amatrice, completamente rasa al suolo e dove si contò il numero più alto di vittime. In totale i morti furono 303, 338 i feriti e circa 41.000 gli sfollati.

Quello fu solo l’inizio della lunga sequenza sismica che poi ebbe le repliche più forti il 26 ottobre dello stesso anno (due scosse di magnitudo 5.4 e 5.9 a distanza di poche ore, con epicentri al confine umbro-marchigiano), il 30 ottobre, la più potente (magnitudo 6.5) con epicentro tra Norcia e Preci, e il 18 gennaio 2017, giorno terribile con ben quattro scosse di magnitudo superiore a 5 tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno, in un territorio sommerso da metri di neve per l’epocale ondata di maltempo che, unito al terremoto, mise in ginocchio un’intera popolazione.

A distanza di tre anni le conseguenze del terremoto sono ancora sotto gli occhi di tutti.

Una ricostruzione lentissima, partita con grande ritardo e che stenta a decollare per le pastoie burocratiche e la complessa catena di responsabilità costringe ancora migliaia di sfollati lontano dalle loro case.

Problemi che accomunano le quattro regioni (Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio) e le otto province (Perugia, Terni, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Rieti, L’Aquila e Teramo) colpite dagli eventi naturali.

Nel cratere sismico del 24 agosto 2016 furono inseriti ben 632 comuni: 8 abruzzesi (Campotosto, Capitignano, Montereale, Rocca Santa Maria, Valle Castellana, Cortino, Crognaleto e Montorio al Vomano), 10 laziali, 30 marchigiani e 14 umbri.

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