VIDEO | Il Consiglio dei Ministri impugna la legge regionale Cura Abruzzo

VIDEO | Il Consiglio dei Ministri impugna la legge regionale Cura Abruzzo

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi questa mattina, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia ha deliberato di impugnare la legge della Regione Abruzzo n. 9 del 06/04/2020, la così detta Cura Abruzzo 1, in quanto alcune norme, omettendo di prevedere la copertura finanziaria, violano l’art. 81 della Costituzione. Anche altre norme, riguardanti gli usi civici, risulterebbero incostituzionali secondo il Consiglio dei Ministri.

“Tanto tuonò che piovve – è il commento del capogruppo Pd Silvio Paolucci – per settimane abbiamo avvertito e denunciato in tutti i modi che il Cura Abruzzo aveva coperture incerte o non le aveva affatto, che l’articolo della norma sul condono tombale che avrebbe permesso transazioni da ben 162 milioni di euro di cui oltre 100 milioni dalla sanità privata, era in contrasto con le leggi, oltre che col buon senso: e così oggi – affonda Paolucci – dal Consiglio dei Ministri arriva l’impugnativa di una legge regionale spacciata agli abruzzesi come salvifica e che invece evidenzia mancanza di visione, strategia, qualche incompetenza e spregiudicatezza di troppo, specie quella di rinunciare ai crediti”. Secondo il capogruppo Dem, il parere dell’organo tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze mette in luce “una legge senza coperture che mette a rischio anche l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, oltre agli equilibri di bilancio. Approssimazione e superficialità – aggiunge Paolucci – sono il marchio di fabbrica di questa Giunta regionale, impegnata esclusivamente alla rincorsa di roboanti titoloni in prima pagina, piuttosto che a risolvere i problemi veri di cittadini e imprese”. La Ragioneria generale dello Stato, invece, sempre secondo quanto afferma Paolucci, sottolinea che “la composizione bonaria determinerebbe possibili ulteriori oneri sui bilanci degli enti del settore sanitario non quantificati e non coperti, oltre che privi di qualsiasi valutazione in merito ad una possibile soccombenza in giudizio da parte della competente avvocatura regionale”. Il timore, a detta del capogruppo Pd, è che analoghi rilievi da parte del Governo possano ripetersi anche per il Cura Abruzzo 2, “legge nata senza coperture e con la spada di Damocle dell’approvazione del consuntivo, data prima di cui non sortirà effetti e non elargirà i sostegni promessi agli abruzzesi”.

“Quello che il Governo ha impugnato della Legge 9 sono in gran parte aspetti marginali e già risolti: le coperture per il microcredito sono state assicurate riprogrammando con delibera di Giunta i Fondi europei, le norme per i Comuni (in particolare quelli delle zone rosse) sono state superate e assorbite nella Legge 10 di recente approvazione”. È quanto dichiara il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sull’impugnazione della legge Cura Abruzzo 1 da parte del Governo. “Quanto alla norma sulla cosiddetta pace legale è ora di finirla con le relazioni e le bugie: nessuno intende regalare alcunché, tantomeno intende farlo alla sanità privata. La norma – spiega Marsilio – contiene precise ed esplicite clausole a salvaguardia dell’interesse pubblico e degli equilibri di bilancio. Le transazioni che eventualmente verranno accolte devono convenire anche alla Regione oltre che al proponente e possono essere erogate solo rispettando l’equilibrio di bilancio”. Non manca la nota polemica nei confronti dell’Esecutivo: “Non posso non lamentare il fatto che il Governo invia le osservazioni del Mef solo la sera del giorno 1, mettendoci in condizione di conoscerle solo il 3, per poi replicare con nuovi e ulteriori argomenti la sera del 4 pretendendo risposte per il 5 mattina, quando puntualmente il Consiglio dei Ministri impugna la legge. Non è esattamente – chiosa Marsilio – quel che si dice una leale collaborazione istituzionale”.

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