Il Pd di Atri: “Il San Liberatore diventi ospedale di primo livello”

Il Pd di Atri: “Il San Liberatore diventi ospedale di primo livello”

Riorganizzare l’ospedale San Liberatore di Atri, Covid hospital nella fase dell’emergenza per la Asl di Teramo, e trasformarlo in ospedale di primo livello. E’ questa la proposta del Partito Democratico di Atri, strutturata su quattro pilastri: trasformazione del San Liberatore da ospedale di base a presidio ospedaliero di primo livello (“come da più parti annunciato e promesso”, sottolinea il segretario del circolo locale e medico Alfonso Prosperi); inserimento del San Liberatore nella rete di ospedali compresi nel Piano pandemico nazionale e regionale, dopo l’esperienza maturata con la trasformazione in ospedale Covid; redazione di un progetto preliminare e definitivo, da parte della Asl di Teramo, di ampliamento, adeguamento e ristrutturazione dell’ospedale di Atri; presentazione del progetto redatto al Ministero della salute e all’assessorato alla sanità della Regione Abruzzo finalizzato all’ottenimento delle risorse economiche per la realizzazione delle opere progettuali attraverso i fondi MES previsti dall’Unione europea, o altre forme di finanziamento nazionale o regionale.

Prosperi ricorda che un ospedale di 1° livello prevede la presenza delle seguenti Unità Operative Complesse: Medicina interna; Chirurgia Generale; Anestesia e Rianimazione; Ortopedia e Traumatologia; Ostetricia e Ginecologia (Punto nascita); Pediatria; Cardiologia con U.T.I.C.; Neurologia; Psichiatria; Oculistica; Otorinolaringoiatria; Urologia. Inoltre è previsto un servizio di guardia attiva o di reperibilità. Devono essere presenti o disponibili in rete h24 i servizi di Radiologia con Tac ed Ecografia, Laboratorio, Servizio immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, patologie cardiovascolari, stroke) devono essere previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso i centri di 2° livello. Devono essere dotati, inoltre, di letti di Osservazione breve intensiva e di letti per la terapia subintensiva.

Prosperi spiega che “gli spazi interessati da ampliamento, adeguamento e miglioramento sono il primo e il secondo piano dell’ala nord del vecchio edificio, più i locali dell’ex reparto Malattie Infettive e la ex Medicina Nucleare, sempre nell’ala nord. In via prioritaria tutto il complesso deve essere interessato da lavori di miglioramento sismico. All’interno degli spazi indicati dovrebbero essere realizzati posti letto di Terapia intensiva, sub intensiva e degenza ordinaria (tipo ospedale Cotugno di Napoli). Negli ex locali della Medicina Nucleare, contigui con l’attuale Radiologia, vanno allocati una nuova Tac e una Risonanza magnetica, comunicanti tramite ascensore con il piano superiore, al servizio della struttura antipandemica. In condizioni normali – aggiunge Prosperi – possono essere utilizzati per ampliare il servizio ai cittadini, contribuendo alla riduzione delle lista di attesa”. Tutto il complesso di strutture Covid deve essere isolato dal resto dell’ospedale con accessi autonomi.

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