VIDEO | Inchiesta viadotti A24: maxi sequestro ai vertici di Strada dei Parchi

VIDEO | Inchiesta viadotti A24: maxi sequestro ai vertici di Strada dei Parchi

Maxi sequestro della Guardia di Finanza di Teramo ai danni dei vertici di Strada dei Parchi, indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla sicurezza dei viadotti della A24 presenti sul territorio teramano. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, per un ammontare complessivo di 26.714.224,94 euro. Gli indagati sono sei: Lelio Scopa, presidente del CdA di Strada dei Parchi; Mauro Fabris, vice presidente; Cesare Ramadori, amministratore delegato; Igino Lai, direttore generale di esercizio; Mauro Rocchi, direttore operativo e Gabriele Nati, direttore tecnico.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, Roberto Veneziano, che ha accolto le richieste dei PM Laura Colica e Silvia Scamurra, titolari delle indagini avviate da alcune segnalazioni, successive al crollo del ponte Morandi di Genova, che denunciavano lo stato di degrado delle pile dei viadotti della A24. I sopralluoghi e i rilievi fotografici effettuati al viadotto Casale San Nicola, nel comune di Isola del Gran Sasso, hanno documentato la grave ossidazione dei ferri, dovuta anche al cedimento strutturale dei copriferri. Le indagini sono state quindi estese anche ad altri viadotti (Cretara, San Nicola 1 e 2, Le Grotte, Cerchiara), sempre sui territori di Isola e Colledara. Le ispezioni hanno rilevato criticità quali l’ammaloramento evidente dello strato di calcestruzzo posto a protezione dei ferri d’armatura, il danneggiamento delle canaline di raccolta e dei discendenti che convogliano le acque provenienti dalla sede autostradale, il grave stato di ossidazione dei ferri delle armature esposti agli agenti atmosferici a causa della mancanza dello strato copriferro.

Numerosi i documenti acquisiti presso gli uffici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di Roma, presso la sede della società concessionaria Strada dei Parchi Spa, il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato. Le audizioni di dirigenti e funzionari del MIT e dei responsabili della società, oltre alle consulenze tecniche eseguite dal professor Berardino Chiaia del Politecnico di Torino, hanno condotto a contestare i reati di “inadempimento di contratti di pubbliche forniture” e di “attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo”.

La grave situazione dei sette viadotti teramani, accertata a partire da settembre 2018, secondo il Comando provinciale della Finanza di Teramo, diretto dal colonnello Gianfranco Lucignano, è stata causata “dalla totale inadempienza – dal 2009 ad oggi – da parte della concessionaria autostradale degli obblighi di manutenzione ordinaria sulle opere d’arte”. Le uniche opere di manutenzione ordinaria svolte da Strada dei Parchi hanno riguardato negli anni la pavimentazione, il verde, le segnaletiche e non le parti strutturali dei viadotti (cassoni, pile e appoggi e ritegni antisismici). Per questi interventi di manutenzione si è aspettato il 2018, rilevano le Fiamme Gialle, “e neppure a spese della concessionaria perché sono stati utilizzati contributi statali erogati in base ai provvedimenti successivi i fatti di Genova”. Una grave inottemperanza riguarda, sempre secondo quanto rileva la GdF, la manutenzione straordinaria che gravava sulla concessionaria dal 2009 relativamente al viadotto Temperino, da eseguirsi entro il 2013 ma anch’essa omessa fino al 2018/2019, quando sono stati eseguiti con contributi dello Stato. Ciò ha comportato la contestazione delle gravi inadempienze agli obblighi derivanti dall’incarico pubblico di gestione dell’autostrada A24 nel tratto teramano e la contestazione dell’attentato colposo ai pubblici trasporti, “poiché le prolungate omissioni dal 2009 al 2018 (e in parte ancora fino all’attualità) non hanno assicurato la funzionalità e l’esercizio in sicurezza della tratta autostradale e hanno messo in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti”.

Per i reati contestati la Procura di Teramo ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato per circa 5 milioni, pari ai risparmi di spesa conseguiti anche con l’ottenimento di contributi statali. Le Fiamme Gialle teramane hanno accertato a carico dei vertici della concessionaria anche plurime condotte di abuso d’ufficio poiché, pur avendo la facoltà di affidare i lavori connessi all’autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato la percentuale già dal 2015 e – nonostante le varie diffide del Ministero – hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali, anche violando il Codice degli appalti. Tali condotte illecite hanno comportato il sequestro diretto e per equivalente nei confronti di tre degli indagati e il sequestro diretto nei confronti delle società collegate alla concessionaria per circa 21 milioni di euro. Oggi presso il Tribunale di Teramo si è svolta l’udienza per le istanze di riesame presentate dai soggetti nei cui confronti è stato operato il sequestro.

Toto: “Sempre rispettato le regole”

 “Abbiamo la consapevolezza di aver sempre rispettato le prescrizioni, le regole, la tutela della sicurezza dei nostri utenti. Abbiamo la coscienza tranquilla in attesa della decisione del Tribunale del riesame di Teramo che, riunitosi oggi, non si è ancora pronunciato, e nella cui serenità e serietà di giudizio confidiamo pienamente”. E’ quanto scrive in una nota la Holding Toto in merito al sequestro di 27 milioni di euro per la vicenda dei piloni della A24/A25.

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