VIDEO | Lavoro, 200 autisti scuolabus disoccupati e senza ammortizzatori sociali

VIDEO | Lavoro, 200 autisti scuolabus disoccupati e senza ammortizzatori sociali

Presidio questa mattina in Largo San Matteo, a Teramo, organizzato da Filt Cgil e Inca Cgil per denunciare la situazione del personale degli scuolabus in provincia di Teramo, circa 200 persone, che non ha alcuna copertura economica per i mesi di febbraio e marzo a causa della sospensione del servizio di trasporto a seguito della chiusura della scuole. Una delegazione sindacale composta da Aurelio Di Eugenio della segreteria Filt e Mirco D’Ignazio, coordinatore regionale Inca, è stata ricevuta dal Prefetto di Teramo, Angelo de Prisco. Nel corso del confronto, a cui ha partecipato anche il capo di gabinetto Francesco Baiocco, è stato consegnato un documento in cui si riepilogano i termini della questione.

Si tratta di lavoratori che hanno ripreso l’attività lavorativa, tramite nuova assunzione a tempo determinato, al momento della ripartenza dell’attività didattica dopo la chiusura natalizia, il 7 gennaio 2021, ma ciò li esclude dalla possibilità di accedere al Fondo di integrazione salariale in quanto lo stesso opera solo per i lavoratori assunti al 4 gennaio 2021. Un vulnus non sanato neanche con il Decreto sostegni in quanto lo stesso, contestualmente alla proroga del divieto di licenziamenti, estende la possibilità di fruire di un periodo aggiuntivo di ammortizzatore sociale, ma a partire dal primo aprile 2021. I lavoratori coinvolti, fanno rilevare i sindacati, hanno già stipendi bassi perché il loro orario di lavoro mediamente è di 20 ore settimanali, con retribuzioni mensili che si attestano sulle 700 euro. “Stanno vivendo una condizione di pesantissimo disagio economico e sociale che meriterebbe una risposta immediata e definitiva. Non è possibile scaricare su chi già vive condizioni di difficoltà i costi di una pandemia che, in questi casi, mette a rischio le vite non soltanto per questioni di carattere sanitario”.

La Prefettura, concludono i sindacalisti della Cgil, ha espresso piena condivisione circa le preoccupazioni rappresentate riguardo le consegue economiche e sociali che l’assenza di reddito per le 200 persone coinvolte rischia di determinare.

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