Lavoro, corsi Oss: Consorform attiva formazione on line

Lavoro, corsi Oss: Consorform attiva formazione on line

Per fronteggiare l’emergenza Covid, il Servizio sanitario nazionale ha già previsto 20.000 assunzioni tra medici, infermieri e operatori socio sanitari (Oss). L’oggettiva carenza di personale ha spinto la Regione Abruzzo ad autorizzare il Gruppo Consorform di Teramo all’utilizzo della modalità Fad (formazione a distanza) per alcuni percorsi formativi e in particolare quelli per acquisire la qualifica riconosciuta di Oss. Consorform, informa una nota del gruppo, è tra i primi e pochi enti ad essere stato autorizzato dalla Regione all’attivazione dei propri corsi completamente online. Per rispondere all’esigenza della sanità, l’ente formativo ha subito avviato quattro percorsi come operatore socio sanitario (per un totale di oltre 70 partecipanti, 18 docenti tra cui medici, infermieri, psicologi) e altre edizioni sono in procinto di essere attivate dalle sedi di Teramo, Giulianova e Pescara, prevedendone l’avvio al tirocinio, e quindi all’attività lavorativa in diverse strutture sanitarie convenzionate. Questi corsi hanno la finalità di formare figure professionali di estrema importanza nell’ambito dei servizi resi alla persona. Infatti, migliorando le condizioni globali dell’utente, si facilitano gli interventi medico-infermieristici e s’innalza automaticamente il livello generale delle prestazioni fornite, realizzando quello che oggi corrisponde ad un alto standard qualitativo che l’assistenza integrata si prefigge.

Consorform incassa anche l’autorizzazione regionale alla formazione a distanza per il corso di operatore amministrativo segretariale (corso già avviato, con una frequenza attiva del 99%) ed è in attesa di autorizzazione per i percorsi formativi di web designer, grafico pubblicitario, addetto stipendi e paghe, assistente all’autonomia dei disabili e assistente di studio odontoiatrico. Quest’ultima, in particolare, è una nuova qualifica oggi frequentemente richiesta dal mercato del lavoro. Sarà il numero dei futuri operatori, conclude la nota, a fare la differenza nella capacità che avranno le regioni di fornire efficienti servizi di salute pubblica ai propri cittadini.

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