Lavoro, Teramo: i problemi dell’editoria nella piazza dei metalmeccanici

Lavoro, Teramo: i problemi dell’editoria nella piazza dei metalmeccanici

Giovedì 5 novembre, in occasione della manifestazione organizzata in piazza Martiri della Libertà, a Teramo, da Fiom Cgil e Fim Cisl sui problemi del settore metalmeccanico in provincia di Teramo, i sindacati lasceranno microfono aperto ai giornalisti che stanno vivendo situazioni di difficoltà, a partire da quelli del Centro che potrebbero vivere a breve la chiusura della redazione di Teramo con il trasferimento dei lavoratori a L’Aquila.

“In questi anni – scrivono Fiom e Fim in una nota – abbiamo apprezzato la vicinanza, umana prima ancora che professionale, che le operatrici e gli operatori della stampa locale hanno dimostrato nei confronti delle storie del mondo metalmeccanico teramano. Decine sono stati i momenti che hanno avuto una voce ed un risalto esterno grazie al racconto di chi, ogni giorno, si occupa di raccontare il territorio, cogliendone le sfumature”. Gli esempi sono tanti: dalla Veco di Martinsicuro alla Selta di Tortoreto, dall’ATR di Colonnella alla Betafence. “Un risalto che ha aiutato lavoratrici e lavoratori coinvolti a cercare una soluzione diversa dalla certezza della perdita del posto di lavoro – sottolineano i sindacati – Un risalto che temiamo continuerà a servire anche nell’immediato futuro: troppi sono i segnali che cogliamo rispetto ad una situazione che rischia di aggravarsi in maniera irreversibile”.

Il 5 novembre è in programma lo sciopero di 8 ore con una manifestazione in piazza Martiri della Libertà per testimoniare le difficoltà che stanno investendo il settore metalmeccanico teramano. Quel giorno “il microfono della piazza metalmeccanica sarà a disposizione di chi, per la stampa locale, volesse rappresentare la propria condizione di difficoltà a partire dalle giornaliste e dai giornalisti della redazione teramana de Il Centro”. Spiegano Fiom Cgil e Fim Cisl che “per una volta, simbolicamente, quella voce che abbiamo sempre avuto da chi fa dell’informazione molto più che un lavoro, la daremo a chi deve difendere i propri diritti, racchiusi nel diritto di un territorio di essere raccontato in maniera autorevole ed efficace in tutta la sua complessità”.

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