Nomine, centrodestra spaccato in Regione: Di Giacinto in porto in extremis

Nomine, centrodestra spaccato in Regione: Di Giacinto in porto in extremis

“Una maggioranza spaccata, incapace di governare i processi, litigiosa e in disaccordo su tutto. È questo il quadro della giornata odierna in Regione, che porta con sé un chiaro messaggio al presidente Sospiri, dominus del Consiglio, che doveva essere il garante delle operazioni di nomina all’ordine del giorno”. E’ la lettura dei lavori odierni dell’assise regionale data dai consiglieri di opposizione Sandro Mariani e Marianna Scoccia.

“Il Consiglio regionale aveva in calendario la nomina del Collegio delle Garanzie statutarie, organismo fondamentale non operante ormai da settembre scorso per mancanza del plenum, Garante dell’infanzia e Presidente IZS. Un pacchetto che evidentemente non è stato sufficiente a soddisfare le logiche di spartizione nella maggioranza di centro destra. Infatti, dopo il voto unanime della terna per il Collegio delle Garanzie statutarie la maggioranza è deflagrata sulla nomina del Garante per l’infanzia. Dopo le prime tre votazioni – raccontano Mariani e Scoccia – che necessitavano della maggioranza qualificata, alla quarta il nome dell’avvocato pescarese Maria Concetta Falivene, in quota Forza Italia, si è fermata a 15 voti, ne erano necessari 16, nonostante i 17 voti a disposizione della maggioranza. Due voti di centro destra sono andati all’onorevole della Lega Giuseppe Bellachioma e a Caterina Longo, moglie dell’assessore Fioretti”. Un imprevisto che avrebbe scatenato il caos: “Il tradimento – proseguono i due consiglieri di opposizione – ha innescato la rappresaglia dei forzisti che non hanno partecipato al voto per la nomina del presidente dell’IZS, parliamo di Davide Calcedonio Di Giacinto scelto dalla Lega. Anche qui non sono mancati i burloni di turno con un voto espresso persino a favore del Marchese Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. Alla seconda votazione, dopo la prima nulla, il numero legale è stato mantenuto solo grazie al voto in extremis del sottosegretario Umberto D’Annuntiis, il quale ha preferito salvare la poltrona piuttosto che far saltare il banco, convinto personalmente dal presidente Marsilio. Si è giunti così all’elezione di Di Giacinto con 12 voti, la Lega più uno“.

Analoga ricostruzione viene fornita dal capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, che parla di “regolamento di conti all’interno della maggioranza di centrodestra”, andata sotto in aula nel corso della votazione del Garante per l’infanzia. “Nonostante avesse i numeri per eleggerlo – spiega Paolucci – non è avvenuto in nessuna delle votazioni utili, un disaccordo da cui è emerso un segnale chiaro di tensione, già serpeggiante anche nelle fasi di costruzione e approvazione della legge regionale denominata Cura Abruzzo 2. L’unico collante che finora sembrava tenere unita la maggioranza, le nomine – prosegue Paolucci – sembra invece rappresentare nelle ultime ore un vero incubo per Marsilio ed i suoi, che sulla designazione del presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, espressione del gruppo Lega, raccoglie appena 12 voti”. Spaccatura evidente all’interno di Forza Italia, dove il consigliere Daniele D’Amario (capogruppo), “incassata la sconfitta sulla nomina del Garante per l’Infanzia – racconta ancora Paolucci – abbandona l’aula lasciando la maggioranza appesa ad un filo sul numero legale che il suo collega Umberto D’Annuntiis, sempre di Forza Italia, ha mantenuto per assicurare la validità della votazione cara alla Lega sull’IZS di Teramo”.

La chiosa è presto servita: “Mentre gli abruzzesi attendono ancora i soldi della Cassa integrazione e gli imprenditori segnalano malfunzionamenti per inviare le istanze sul bando Aiuta Impresa, la coalizione che sostiene la Giunta lenta che rallenta l’Abruzzo mette in scena uno spettacolo imbarazzante a colpi di veti incrociati sulle nomine che sembrano non tener conto del difficile momento che i cittadini abruzzesi stanno vivendo fuori dalle mura del Palazzo dell’Emiciclo”.

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