Ospedale Covid Atri, Fp Cgil: “Sono stati fatti i lavori necessari?”

Ospedale Covid Atri, Fp Cgil: “Sono stati fatti i lavori necessari?”

La decisione della Asl di Teramo di destinare parte dell’ala vecchia dell’ospedale San Liberatore di Atri ai pazienti Covid (ricalcando in parte quanto accaduto durante la prima ondata dell’epidemia, quando l’intero nosocomio fu riconvertito per fronteggiare l’emergenza) solleva diversi quesiti rivolti dalla Fp Cgil di Teramo alla direzione della Asl.

“L’ospedale in questi mesi è stato interessato dai necessari investimenti e relativi lavori di adeguamento perché lo stesso possa tornare ad essere un Covid hospital?”, è la prima domanda dal segretario provinciale, Pancrazio Cordone. “Così come chiesto dai dirigenti della Fp Cgil del presidio di Atri, le lavoratrici e i lavoratori dell’ospedale di Atri potranno lavorare in sicurezza? La stessa sicurezza la si potrà garantire ai cittadini e pazienti visto che gli interventi minimi ed indispensabili che avevamo chiesto nel maggio 2020 di mettere in atto, cioè la realizzazione di reparti con camere singole a pressione negativa con pareti lavabili, dotate di servizi igienici all’interno, di ingresso con lavello, di percorsi distinti sporco-pulito, di spogliatoi idonei dotati di docce, ad oggi non sono stati realizzati?”, prosegue il sindacato. “La dotazione organica per le cure di pazienti che necessitano di una assistenza intensa è adeguata? La quantità e qualità dei DPI è tale da garantire di far fronte ad una nuova forte ondata di ricoveri?”, incalza Cordone, secondo cui non è mai stata presa in considerazione la richiesta di integrazione del gruppo di lavoro per la rimodulazione del presidio di Atri con i rappresentanti dei lavoratori.

La Fp Cgil si rivolge anche al sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, affinché accerti con l’azienda sanitaria se “il presidio ospedaliero di Atri ha ospitato i lavori necessari a tutela del benessere e del diritto alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori per essere un presidio Covid”. Per Cordone “ogni decisione che riguarda ogni presidio della provincia di Teramo deve muovere dal bene primario della tutela del benessere e del diritto alla salute delle lavoratrici e lavoratori del sistema sanitario nazionale”. Senza un confronto “su come si danno risposte ai lavoratori della sanità in particolare sulla loro sicurezza”, il sindacato è pronto “a mettere in atto ogni azione necessaria al perseguimento di tale principio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *