Ospedale Covid di Atri: l’Osservatorio vuol vedere il piano di riconversione

Ospedale Covid di Atri: l’Osservatorio vuol vedere il piano di riconversione

Hanno lanciato una petizione on line per far tornare l’ospedale San Liberatore alla piena funzionalità pre-Covid19. Lunedì l’assicurazione della Regione, della Asl e del sindaco Piergiorgio Ferretti sulla predisposizione di un piano per la riconversione del nosocomio che prevede il ripristino di tutti i servizi e i reparti nell’ala nuova del San Liberatore, mentre la parte vecchia (nettamente separata dal resto) resta “covid” per accogliere i pazienti positivi al coronavirus. Adesso l’Osservatorio atriano pone delle questioni, manifestando dubbi e chiedendo di poter visionare il piano, protocollato dalla Asl di Teramo il 24 aprile ma non ancora pubblicato sull’Albo pretorio: “Mancherebbero all’appello reparti e servizi specialistici e soprattutto il numero dei posti letto”, sostiene la coordinatrice dell’Osservatorio, Reparata Graziosi. “Immaginiamo che saranno utilizzati gli spazi dei reparti vuoti di Ostetricia e Ginecologia, Otorino e Odontoiatria e maxillo-facciale, a suo tempo sottratti e azzerati”, ipotizza l’Osservatorio che esprime perplessità, però, sul destino della Radiologia e del Trasfusionale, ospitati nella parte vecchia. Dubbi che finché non sarà possibile prendere visione del piano, “che sembra ancora una volta calato dall’alto”, non saranno fugati.

Ci sono, poi, altre questioni: “Come l’utenza più anziana accederà e fruirà dei nuovi spazi che saranno più o meno la metà di quelli di prima? A proposito – prosegue la coordinatrice – la Medicina di lungodegenza dove verrà collocata? E la dialisi? E l’assistenza di Salute mentale? E inoltre come verranno gestite cucina e somministrazione pasti dei pazienti? E ancora dove sara collocato l’accesso da parte degli utenti agli esami di laboratorio diagnostici che erano nella parte vecchia? Le proposte emerse dall’opinione pubblica, in ordine ad una struttura di appoggio separata dal presidio, sono almeno state valutate? Ringraziando sinceramente – conclude l’Osservatorio – chi avrà la sensibilità di rispondere a queste domande, intanto faremo di necessità virtù, come è nell’animo e cuore della comunità atriana”.

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