Pilotti (PD) attacca Febbo: “Dove sono i fondi per gli eventi nel cratere sismico?”

Pilotti (PD) attacca Febbo: “Dove sono i fondi per gli eventi nel cratere sismico?”

“Che fine hanno fatto i fondi del Mibact per i Comuni del cratere?”. A porre la domanda è Luca Pilotti, capogruppo al Comune di Teramo del Partito Democratico, che si rivolge all’assessore regionale alla cultura, Mauro Febbo. “Ce lo chiediamo perché è un diritto sancito dalla legislazione post terremoto che ha giustamente posto l’attenzione sul valore aggiunto rappresentato dalla Cultura, dagli eventi e dalle manifestazioni culturali nel processo di ricostruzione, un valore che serve anche a rinsaldare processi sociali sfaldati dalla tragedia del sisma. Le Regioni Lazio, Marche e Umbria – prosegue Pilotti – hanno sottoscritto le convenzioni nei mesi scorsi, alcune hanno già concluso la programmazione mentre in altre si è in fase di realizzazione”.

“Quei finanziamenti ci spettano – afferma l’esponente Dem – spettano al comune capoluogo come agli altri Comuni del cratere sismico e il silenzio della Regione Abruzzo è piuttosto assordante (mancano anche i bandi della 55). Senza malizia ma con l’intento di aprire una riflessione – amara – sul valore che si attribuisce alla cultura da parte di questa Giunta Regionale ci chiediamo, fra le altre cose, come sarà possibile utilizzare dei fondi che devono essere spesi entro il 2019 se ancora se non si conoscono i termini per accedervi? Come si farà in una manciata di settimane a progettare, con serietà, e realizzare (con rigore) iniziative che normalmente richiedono mesi di lavoro?”

“Il paragone con gli altri anni è impietoso – incalza Pilotti – I bandi della legge regionale 55 (Giunta e Consiglio) al massimo (e già in ritardo rispetto ad altre Regioni) erano disponibili fra giugno e luglio. Abruzzo dal Vivo – fondi Mibact – lo scorso anno si è svolto in estate con la coda degli spettacoli di fine anno, comunque con bandi usciti in primavera 2018. Quali sono i motivi del ritardo? Perché i Comuni del cratere, destinatari dei finanziamenti, non vengono coinvolti nella programmazione? L’amarezza (e le riflessioni) aumentano se ci si guarda attorno ma non lontano: nella vicina Marche a settembre è stato presentato un bando (4 milioni e 500 mila euro di dotazione) per sostenere le imprese culturali e creative nelle aree colpite dal sisma stimolandone la connessione con settori produttivi quali il manifatturiero tradizionale e il turismo. “Eventi sismici – Sostegno alla innovazione e aggregazione in filiere delle PMI culturali e creative, della manifattura e del turismo ai fini del miglioramento della competitività in ambito internazionale e dell’occupazione” così si chiama il bando presentato il 30 settembre scorso: una visione ampia, moderna, utile e concreta rispetto alla programmazione culturale che la mette in diretta relazione con aspetti economici, produttivi e sociali. In questo caso sono stati usati fondi POR e FESR (gli stessi di cui dispone la Regione Abruzzo) con l’idea che esiste una filiera culturale che può essere messa in connessione con quella turistica, creativa, dello spettacolo e delle produzioni tradizionali e che questa è strategica sempre ma soprattutto in area sisma”.

“Guardando (senza invidia ma con estremo rammarico) alle molte e anche belle e apprezzabili iniziative finanziate in altre province – conclude Pilotti – non possiamo che preoccuparci e aprire un fronte che va oltre il problema dei fondi Cultura del Sisma: non si può fare cultura e impresa culturale senza programmazione, affidandosi agli umori contingenti. Aspettiamo risposte e chiediamo un tavolo di confronto rispetto alle iniziative che la Regione, con i fondi nostri e possiamo dirlo legittimamente, vuole mettere in campo”.

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