Popolare di Bari: dall’Abruzzo richiesta azzeramento chiusure e tagli

Popolare di Bari: dall’Abruzzo richiesta azzeramento chiusure e tagli

“Azzerare il Piano, riconvocare il tavolo, ripartire dai territori”. È quanto afferma Anci Abruzzo dopo l’incontro con le rappresentanze sindacali abruzzesi e di categoria dei lavoratori della Banca Popolare di Bari sottoposta a commissariamento in seguito al salvataggio governativo. Il Presidente Anci Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo, e Carlo Masci, sindaco di Pescara, spiegano che nell’incontro sono state “affrontate le criticità che si stanno aggravando con l’insorgere dell’emergenza Coranavirus. Il piano di ristrutturazione presentato che prevede la chiusura di 39 filiali su 94 in Abruzzo e 900 esuberi (600 in rete, 300 in direzione), 510 risorse destinate alla mobilità territoriale o riconversione professionale da individuare nell’ambito del gruppo non è accettabile in tempi normali e oggi ancor più improponibile con le dinamiche economiche e sociali che si stanno producendo nel nostro tessuto economico territoriale”.

Anci Abruzzo ricorda che “sia Tercas che Caripe non sono stati la causa della crisi aziendale, anzi la loro diffusione capillare sul territorio abruzzese può essere il punto di ripartenza delle nuove esigenze del credito per il rilancio del dopo pandemia, proprio guardando alla mission di banca al servizio del Mezzogiorno di cui si parla come strumento per la ripartenza. Manca un Piano industriale senza il quale – proseguono i sindaci – il rilancio non può essere immaginato all’interno di un contenitore senza alcun progetto e senza futuro. I criteri che hanno portato a questo Piano non sono più attuali, dobbiamo riprendere una nuova trattativa azzerandolo e tornando a convocare un tavolo con i Commissari della Banca Popolare di Bari che veda protagonisti gli enti locali interessati, i parlamentari, il Governo e le organizzazioni sindacali dei lavoratori”.

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